La primavera è sinonimo di cambiamento. Ne sanno qualcosa i politici tiburtini che fanno parte di quello che chiamano centrosinistra e che dopo le prove tecniche dei mesi scorsi, fatte di manifesti e incontri, di cui uno pubblico alle Scuderie Estensi, ci riprovano con una reunion che ha il sapore, e anche l’aspetto della convention di attesa della campagna elettorale del futuro. Sì perché sebbene il governo Proietti debba ancora celebrare il suo secondo anno di vita, per non sapere né leggere né scrivere, i nostri si preparano agli anni che verranno cercando di mettere da parte i malumori che hanno portato alle sconfitte incassate nelle elezioni precedenti. Insomma per una volta pare che la storia sia stata davvero maestra di vita, tanto da riuscire nell’arduo compito di mettere intorno allo stesso tavolo chi si è fatto la guerra in maniera più o meno diretta. Così succede che in un pomeriggio di aprile, quello del giovedì 30, rispondano all’appello nella stessa aula, quella dell’ex Chiesa del San Michele, il Partito democratico, Alleanza per Tivoli, La Città in Comune e l’Altra Città a Sinistra, Tivoli Futura, Verdi, Rete dei Cittadini. Un miracolo? Se pensiamo alle lotte intestine dei democratici che hanno portato a scissioni più o meno evidenti e alle variegate esperienze amministrative vissute, forse sì, o forse si tratta più semplicemente di un bagno di realtà, un ricorso alla realpolitik per certi versi inevitabile. Insomma un gruppo nutrito che parte da un unico presupposto: l’attuale governo dei civici fa acqua da tutte le parti, dalla gestione delle politiche sociali, alle Terme, figlio di quello che è stato ribattezzato come «civismo distorto» che in qualche misura ha portato al «ritrovato dialogo». «Il tema vero è la continuità della presenza sul territorio per evitare due grandi rischi: il primo che il Sindaco faccia danni irreparabili, il secondo che la distanza tra politica e cittadini aumenti sempre di più a discapito della buona politica, dei partiti e a vantaggio di chi capitalizza e lucra sull’aumentare di questa distanza, limitandosi a scaricare ad altri le proprie responsabilità» – Dice il segretario del Pd Alessandro Fontana, che ha aperto i lavori leggendo un documento condiviso da tutta la compagine -. «Noi ci siamo e siamo pronti ad affrontare con responsabilità una nuova fase della politica cittadina utile a gettare le basi per costruire attraverso il confronto e il dialogo una proposta politica condivisa di centrosinistra senza trattino, capace di far tornare Tivoli protagonista». Insomma di fronte al nemico comune l’esercito si ricompatta. E loro giurano di essere solo all’inizio.