Gea Petrini

Federica Ieraci, lavori senza permessi, per un assessore all’Urbanistica non è poco. L’affittuario dell’area è suo marito.
L’errore c’è stato, ma non è il mio.

E di chi è?
Del direttore dei lavori che non ha richiesto i permessi necessari. Riqualificare un casale è una bella idea, il vincolo c’è dove si è fatto lo sbancamento del terreno, avvenuto senza i nulla osta degli enti preposti. Ho detto chiaramente che lo sbaglio c’è stato, ma io non mi occupo delle pratiche di mio marito. Perché devo pagare io per un’opera realizzata da mio marito? Non entro nelle sue questioni come lui non entra nel mio lavoro. Se l’assessore avesse voluto fare i suoi affari, non ci si sarebbe trovati in questa situazione. Mio marito ha la responsabilità, a me non è stato notificato nulla.

Il proprietario è l’ex assessore Massimo Casavecchia, suo zio.
Zio acquisito, in assessorato tra me e Casavecchia c’è stata un periodo Cosola a capo dell’Urbanistica, allora vuol dire che ci ha favorito? No, neanche la conosco. Mio marito avrà le sue responsabilità, Casavecchia le sue, ma non io.

E’ difficile credere che sia all’oscuro di quello che fa suo marito. Non condividete i progetti?
Con mio marito certo che condivido un progetto, ma un progetto di vita, due figli, per ora. Non un casale e lo sbancamento. A casa parliamo di altro.

Lunedì lei ha detto che avrebbe riflettuto sulle dimissioni, lo vedeva il problema.
Volevo riflettere perché preferisco non agire sull’onda del momento.

Con i suoi consiglieri di riferimento Alberto Morelli e Andrea Mazza ne ha parlato subito?
Loro per primi hanno parlato di dimissioni. Ho parlato separatamente con l’uno e con l’altro, poi c’è chi te lo dice in maniera più diretta come Alberto, e chi invece ha una furbizia più sottile come Andrea. Io ho risposto subito che non intendevo dimettermi, ho detto di no.

Lunedì mattina il primo incontro con Di Palma, presente anche Morelli.
Mi invita a riflettere sull’argomento dimissioni.

Poi che accade?
Che io sono sempre più convinta di non dimettermi, perché non ho fatto nulla, non ho agevolato e influito in nessun modo. E la dimostrazione quale è? Che lunedì alle 13 esce l’ordinanza di sospensione dei lavori, mai il Comune di Guidonia è stato così veloce. Io che faccio? Incasso tranquillamente perché avevo già dichiarato che De Paolis doveva fare il suo lavoro in maniera retta, usando un binocolo per quanto riguarda la mia pratica, una pratica che voglio ribadire non ho fatto io, concessa in tempi non sospetti. Come avrei potuto manovrare l’iter amministrativo e trovarmi oggi in una situazione del genere se fossi stati coinvolta in qualche gioco losco?

I suoi consiglieri erano critici con lei?
Alberto l’ho visto l’altra sera, Andrea martedì mattina. Loro continuavano a dirmi di riflettere e io a rispondere che non avevo nessuna intenzione di lasciare perché non avevo fatto nulla.

Di Palma le revoca la delega e poi nel comunicato precisa di aver fatto un’attenta analisi con Mazza e Morelli. Insomma ha il loro appoggio nella scelta di mandarla via.
Con loro ha fatto l’analisi, non con me. Anche quando mi era davanti, non mi ascoltava. Ho chiesto perché mi sarei dovuta dimettere io, questa è una Giunta con un sindaco agli arresti. Ma di cosa parliamo? Di Palma nel comunicato parla di addebiti nei miei confronti, e quali sarebbero? Me lo spieghi il facente funzioni, perché a me non sarà notificato nulla.

Sabato sono usciti i manifesti di Di Palma, titolo secco “Basta” al malcostume. Poi le viene tolta la delega.
Certo, sono io il malcostume. Quei manifesti mi hanno fatto ridere, che basta lo dica chi è stato a sinistra, a destra, al centro, mi fa proprio ridere.

Mi faccia capire che idea si è fatta di questa sua vicenda.
Io non sono legata a nessuna logica del sistema Guidonia, mi viene da pensare che forse ci stavo male lì, in quel posto, l’Urbanistica è un settore delicato. La velocità con cui si è mossa la macchina burocratica e politica è sorprendente, mai accaduto. Che fosse deciso già da settimane? Io che sono un’attenta lettrice del vostro giornale, avevo letto, avevo chiesto spiegazioni e loro mi hanno detto che non era vero.

Si è sentita tradita da Morelli e Mazza?
Non tradita, abbandonata. Sono delusa e amareggiata. Mi hanno deluso loro e Di Palma. Io sono sempre stata disponibile: se loro fossero venuti da me e con lealtà mi avessero detto, hai fatto l’assessore per un anno e ora per altre dinamiche dobbiamo cambiare, io avrei concordato.

Quindi pensa che questa vicenda del casale sia stata un pretesto?
Sì penso questo.

Che Comune è quello di Guidonia?
Un Comune in cui servirebbe un ricambio generazionale. Credevo nella polis e la città lì dentro non c’è. E’ come un castello e il borgo, c’è il Palazzo e la città. E poco si fa per la collettività, chi prova lo fa con grande fatica. Un Comune dove come nel mio caso anche i rapporti umani vengono sacrificati per logiche prestabilite.

L’alleanza politica con Morelli e Mazza è finita?
Mi chiedo se ci sia mai stata.

Lei dice: io non faccio parte del sistema Guidonia, si sente sacrificata ma in nome di quali logiche?
Sono stata sacrificata alle logiche del mattone e del cemento. Le grandi questioni non passavano da me. In un momento di grande difficoltà ho sempre cercato di essere presente e stare vicino a Rubeis perché sono una garantista, ma quando Eligio è andato via ha lasciato il Comune in mano a quattro opportunisti. Sono tutti opportunisti, dicono una cosa adesso e il contrario tra cinque minuti. Di Palma mi ha detto: sono i tuoi consiglieri che vogliono le tue dimissioni. Bene, nessuno di loro ha avuto il coraggio di dirmelo in faccia e poi io devo agevolare Di Palma? No, doveva mandarmi via lui. Immagino che ora si terrà anche la delega all’Urbanistica. Il sindaco è agli arresti e non si è dimesso, e io sono stata cacciata. E non per le ragioni che dicono.

Continuerà a fare politica?
Ho avuto già diverse proposte. Sono nauseata ma sono una che ci crede nella politica, ma finché non cambiamo mentalità non cambieremo più niente, dovremmo alzare le coscienze ad un piano più alto. E da dentro non te lo fanno fare. Lo dico tutti i giorni ai miei ragazzi a scuola. Dedicherò più tempo ai mie figli, ai quali ne ho tolto per essere poi trattata così.