di Gea Petrini

Cinque anni di trafile, va a segno la nuova operazione urbanistica targata Bartolomeo Terranova in collaborazione – si capirà perché – con il Comune di Guidonia Montecelio retto dal centrodestra di Eligio Rubeis. Il sindaco è ai domiciliari da mesi ma questo non fa traballare la conclusione del percorso che consente ora alle società della galassia del patron di acqua e mattoni di costruire 80mila metri cubi di case in una striscia di terreno a ridosso delle scuole del Bivio. Terra diventata residenziale grazie al cambio di destinazione d’uso alla base dell’accordo.

L’accordo di programma nel 2010 – C’è Umberto Ferrucci a firmare le carte quando il 14 dicembre del 2010 la Giunta nel pieno del fulgore del governo Rubeis dà il via libera all’atto di indirizzo per la formulazione “dell’accordo di programma in variazione urbanistica in zona F6 del Prg in compensazione economica, d’iniziativa d’ufficio”. L’ingegnere – oggi fuori dal Palazzo – è il braccio delle politiche urbanistiche che il sindaco nel suo primo mandato intende perseguire con determinazione. Un rapporto stretto quello tra il primo cittadino attualmente sospeso per i guai giudiziari e l’imprenditore che spazia da Terme a edilizia, emblematico esempio non solo le lottizzazioni delle società di Terranova ma la fogna della Pizzarotti (conosciuta anche come Collina del Sole, 425 appartamenti, un piano integrato con fondi pubblici) per la quale Rubeis prende un cartellino rosso dai giudici amministrativi per colpa della sua incompatibilità, avendo votato in Giunta nonostante fosse stato per quelle costruzioni progettista strutturale per i calcoli statici. Questione di conflitto d’interessi, un’altra storia simbolo però dei rapporti solidi a livello professionale che nel passato – da prima che fosse eletto timoniere della nave – univano i due. In questo contesto quindi nel 2010 si parte con l’accordo di programma, presentato dalle società D’Este Immobiliare e Vici srl, l’atto d’indirizzo votato dalla Giunta prevede grandi obiettivi in un futuro futuribile, compreso il campus scolastico.

I terreni si trasformano – Tanti i passaggi formali, il consiglio comunale vota nel dicembre del 2013, dopo due anni – febbraio 2015 – c’è la pubblicazione sul Bur, insomma i giochi sono conclusi e il 14 gennaio appena trascorso c’è la firma della convenzione tra il Comune (il dirigente ora è Angelo De Paolis, uomo di fiducia dell’architetto) e le società. E’ lampante che sindaco agli arresti o meno, i filoni sui quali la gestione Rubeis puntava arrivino a meta. I terreni dei privati si trasformano da aree destinate ad interventi di interesse pubblico ad aree residenziali, la variazione urbanistica consente alle società di Terranova di costruire appartamenti, il meccanismo è quello della compensazione, in cambio cioè l’ente pubblico deve ottenere una contropartita, un vantaggio.

Privato e pubblico – E qui si arriva alla sostanza del patto: in ballo 126mila metri quadrati in tutto di terra che lungo via Roma, la parte che va verso il Bivio di Guidonia, arriva vicino all’istituto Pisano. Su 64mila in base all’accordo siglato dal Comune le società della galassia Terranova potranno tirare su case, edilizia residenziale e in parte social housing, si tratta di 80mila metri cubi di cemento. E all’ente pubblico? Sono stati ceduti 20mila metri di terreno (passati ufficialmente di mano con firma della convenzione) dove il privato si impegna a realizzare viabilità, verde attrezzato e parcheggi. Altri 20mila metri quadrati sono stati sempre ceduti – è la parte proprio nei pressi del Pisano – al Comune che dovrebbe a sue spese dare vita a una scuola superiore (nell’accordo iniziale si prevedeva il liceo classico in collaborazione con la Provincia ma di acqua ne è passata sotto i ponti) e un impianto sportivo, sempre nelle intenzioni per il rugby. Viste le amare condizioni dei conti pubblici, basta giocare un po’ di deduzione più che di immaginazione: le case saranno costruite, campus e campo si vedrà. Intanto un’altra operazione urbanistica è suggellata così.