Si erano fatti in quattro per affidare in maniera diretta la fornitura dei maxischermi da collocare in strada a una ditta edile di Roma, un acquisto variato in corso d’opera. All’inizio per 40mila euro erano due i led, poi sono diventati nove, stessa cifra, medesima impresa specializzata appunto in tutt’altro settore. Correva l’anno 2013, si scopre oggi che la ditta in questione non ha mai battuto colpo, i maxischermi non sono mai stati installati. Il Palazzo non demorde e torna alla carica, ne vuole quattro al costo di 39mila euro e rotti, solo che stavolta ci penserà un’azienda di elettronica torinese.

Tutti pazzi per i led – Con grane di ogni tipo, il Comune non perde di vista le priorità. E a quanto pare questi maxischermi sono un vero assillo. Pensati e voluti per informare i cittadini sulle calamità naturali, a disposizione della protezione civile e delle comunicazioni dell’ente, in origine è stato così. Con questo spirito il 6 settembre del 2013 viene individuata la ditta, la società Euro Appalti Roma srl, con sede nella Capitale e con vocazione edile. Tant’è che sempre nell’ottica della «sicurezza» dei cittadini il Comune aveva previsto anche la somma da impegnare nella causa, due maxischermi al costo di 40mila euro. Chissà se poi avranno riflettuto che la cifra era considerevole, perché rinegoziano, i soldi restano quelli ma i led diventano nove più piccoli da disseminare per i quartieri. Tutto bene quel che finisce bene? Pare proprio di no perché dopo quasi tre anni il Comune rettifica quelle determine e il 21 gennaio ne firma una nuova.

E ora la nuova fornitura – La società, scrive il dirigente dell’Urbanistica De Paolis, «dopo sollecitazione dell’ente non ha svolto la prestazione», insomma la ditta edile non ha mai portato i maxischermi a Guidonia Montecelio. Eppure il Palazzo non desiste dall’intento e rinnova l’interesse a volere i punti elettronici di informazione, visto anche l’interesse dimostrato dai cittadini nel volere i led in strada (è scritto nell’atto) durante i «Living Labs», incontri svolti nell’ambito del progetto Smart City a luglio e settembre del 2014. Tre le aziende prese in considerazione, altrettanti i preventivi richiesti per avere 4 maxischermi con caratteristiche individuate nella scheda tecnica allegata al piano economico finanziario del progetto in questione. Insomma, in base al lavoro fa il preventivo migliore cioè più basso risulta una società con sede a Torino, specializzata nella fornitura. La cifra, 37.353 euro. Sotto i 40mila, quello che consente la legge per affidare il lavoro in maniera diretta.