Gea Petrini

Il più votato, quasi duemila preferenze, pilastro del centrodestra della terza città Lazio, oggi fuori dal consiglio comunale dopo le dimissioni di novembre. Marco Bertucci torna a parlare: la scelta dei consiglieri di Forza Italia di andare contro le indicazioni del partito schierato per lo scioglimento anticipato aprono una nuova fase, «un atto molto grave politicamente di cui si dovrà tenere conto», dice il dirigente provinciale che non risparmia il gruppo Marini e vede a rischio la carica di Andrea Mazza oggi alla guida degli azzurri in città.

Fuori dai riflettori in questi mesi, ma non fermo, come ricorda d’altronde «rappresento questo territorio». Bertucci scatta una fotografia, «intanto devo registrare un dato, è stata disattesa la linea presa a settembre e ribadita a novembre, ovvero di sciogliere il consiglio comunale per tornare a governare con una rinnovata fiducia dei cittadini. Non era uno scioglimento contro ma per il bene del centrodestra. Il fatto che invece si sia scelto di andare avanti è molto grave politicamente». Sono andati in fumo gli impegni iniziali, Bertucci non giustifica neanche i consiglieri che si sono appigliati al volere degli alleati, alla necessità cioè che la strada delle elezioni fosse presa dall’intera coalizione. Tra questi c’è il gruppo Marini che oggi decide di restare al governo, «avrebbero dovuto comunque presentare una mozione di sfiducia», e il passo di abbandonare Forza Italia è «una scelta che in realtà rafforza la visione che la linea del partito è stata disattesa. Va loro dato atto che sono conseguenziali a differenza di altri, a questo punto non posso più entrare nel merito di colleghi e amici che hanno compiuto scelte diverse, rimango critico nei confronti di chi restando nel partito è ora al governo». E ai consiglieri azzurri in contrasto con le indicazioni del partito si rivolge Bertucci, «Forza Italia dovrà tenerne conto. Sono membro del coordinamento provinciale e esponente del territorio e farò valere la mia appartenenza».

E’ al futuro che guarda, a un partito che deve rilanciarsi su basi diverse, «una novità già c’è stata, la nomina di Eugenio De Santis alla guida di Forza Italia Giovani a Guidonia Montecelio, a lui faccio i miei migliori auguri». E’ netto rispetto alle prospettive dell’amministrazione, «da oggi cambia l’approccio nei confronti della nuova maggioranza, questo non è il governo Rubeis, è il governo Di Palma e con tutto il rispetto nei confronti di Andrea che non è uscito dalle urne ma è stato nominato, non può avere il supporto del partito. Se il segretario provinciale Palozzi dice elezioni e Di Palma e i consiglieri rispondono no, il partito ha il dovere di tenerne conto, altrimenti tutti siamo liberi di fare quello che vogliamo».

Un riflettore speciale si accende sul consigliere Andrea Mazza, tra i più convinti a voler proseguire con l’amministrazione e portabandiera del partito a Guidonia, una contraddizione politica che non sfugge a Bertucci pronto a chiedere una sostituzione: «E’ necessaria una riflessione su Mazza, il tema sarà posto direttamente al coordinatore provinciale Palozzi».