È praticamente bloccata del primo dicembre del 2015 e ha causato una serie di grattacapi non di poco conto al comune di Tivoli e di fatto a tutti quelli che facevano parte della Provincia di Roma. Parliamo della Centrale Unica degli Acquisti, che si occupa di espletare le procedure di acquisto di tutti i beni e servizi che costano più 40mila euro, cifra entro la quale è prevista la possibilità di un affidamento diretto, insomma dei bandi di gara. Leggi alla mano il primo giorno dell’ultimo mese dell’anno era quello per far partire la Centrale di Città Metropolitana, ma così non è stato. «A Roma sono andati direttamente il segretario generale, Lucia Leto, il dirigente del settore finanze Emiliano de Filippo, e quello dei Lavori Pubblici Tullio Lucci, che hanno potuto verificare le difficoltà dell’ufficio preposto, impossibilitato a svolgere tutto il lavoro da fare – dice il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti -. Pensavamo ad una proroga ma quando abbiamo capito che non sarebbe stato così ci siamo attivati per cercare un’alternativa». Il problema infatti è di quelli seri, che blocca parti vitali della macchina amministrativa e che nasce con la stipula di una convenzione da parte del commissario straordinario che ha tenuto le redini del comune a cavallo tra il 2013 e il 2014, Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi, con l’allora Provincia di Roma per la gestione della Centrale Unica. «I bandi sono bloccati, ad esempio la gara per la gestione del piano di comunicazione per il progetto di raccolta differenziata porta a porta finanziato dalla Provincia stessa -. Continua il primo cittadino – Chiaramente abbiamo cercato una soluzione alternativa che pare sia stata trovata». Sul tavolo proprio in questi giorni è arrivata la proposta di far svolgere la mansione alla IX Comunità Montana con il personale del comune di Tivoli: «I nostri dirigenti verranno accreditati come Responsabili Unici dei Procedimenti e svolgeranno gli adempimenti, quando si dovranno fare le gare di appalto verranno due rappresentanti della Comunità Montana». E gli altri comuni? «Se vogliono potranno stipulare una convenzione anche loro. Noi speriamo di risolvere in tempi brevi», conclude.