Il capo della banda è stato bloccato quando è tornato a Villalba di Guidonia per prendere le sue cose nella casa occupata in precedenza, prima di tentare la fuga verso il nord insieme ad altri due uomini caricati lungo la via Tiburtina e individuati come complici. Al termine dell’operazione “Madama”, un’articolata attività investigativa dei carabinieri della stazione di San Lorenzo in Lucina, iniziata nei primi mesi del 2018, il fermo di indiziato di delitto è scattato nei confronti di tre cittadini di nazionalità iraniana, elementi di una più banda di finti poliziotti che rapinavano turisti stranieri: agivano qualificandosi come appartenenti alle forze di polizia e mostrando alle vittime dei falsi tesserini.

Il modus operandi. I carabinieri, che dal mese di febbraio 2018 avevano avviato le indagini con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, sono riusciti a ricostruire minuziosamente anche il loro modus operandi: una volta fatta scattare la pressione psicologica derivante dall’essere sottoposti a un controllo di polizia, i malviventi effettuavano vere e proprie perquisizioni, depredando le ignare vittime di denaro e oggetti preziosi, dandosi poi a repentina fuga. In due episodi, lo scorso mese di settembre, i complici, dopo aver commesso rapine per svariate centinaia di euro, hanno anche tentato di investire, in Via Aurelia e in Via Tiburtina, i carabinieri che li avevano individuati e avevano cercato di fermarli, causando loro anche lesioni, fortunatamente non gravi, e grossi danni alle autovetture di servizio. Nel mese di ottobre, dopo aver messo a segno le ultime due rapine e aver speronato una “gazzella” dei carabinieri che aveva provato a bloccarli, hanno fatto perdere momentaneamente le proprie tracce rifugiandosi in un altro Paese europeo.

Il blitz. La mattina del 23 novembre, i carabinieri della stazione San Lorenzo in Lucina che non hanno mai smesso di ricercarli, hanno individuato nella zona di Villalba di Guidonia, il più anziano dell’organizzazione che era rientrato in Italia per riprendere i propri effetti personali, lasciati durante la fuga nell’abitazione occupata in precedenza. L’uomo, dopo aver caricato i bagagli in un’autovettura, ha prelevato, lungo la via, altri due componenti della banda ed insieme hanno tentato di allontanarsi nuovamente, ma sono stati prontamente bloccati sull’autostrada in direzione Nord. Anche al momento del fermo, i tre hanno tentato di sottrarsi al controllo facendo vedere dal finestrino un falso tesserino con intestazione “Police”, poi sequestrato, che non ha però ingannato i carabinieri che ben conoscevano la loro identità.

Nel mirino 7 rapine. I cittadini iraniani, portati nel carcere di Rebibbia a disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, dovranno rispondere di sette episodi di rapina, commesse tra Roma e Firenze, e del tentato investimento di due carabinieri. L’autorità giudiziaria ha convalidato il fermo per due dei fermati, riconosciuti come autori di numerose rapine e del tentato investimento dei carabinieri, mentre a carico del più giovane sono in corso ulteriori accertamenti perché sospettato di aver preso parte ad una sola rapina ai danni di un turista straniero nel comune di Firenze e la sua posizione è al vaglio. Nel corso delle serrate indagini, gli investigatori dell’Arma avevano già denunciato in stato di libertà 4 persone per rapina, tentato omicidio e possesso di segni distintivi contraffatti che simulano l’appartenenza alle forze di polizia e sequestrato 3 autovetture utilizzate. RedCro

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