Bruno Astorre è il nuovo segretario del Pd del Lazio, la primarie hanno portato ai seggi 60mila elettori, il senatore vince con il 70% sugli altri due competitor, il più forte il deputato Claudio Mancini. Una gara dove il colpo di scena certo non se lo aspettava nessuno, Astorre era saldamente al timone nelle previsioni, con il motto unità, umiltà e umanità, accordi di ferro alla base, uno dei pezzi forti del Lazio, macinatore di consensi, politico dal pugno di ferro, il senatore ha trainato anche su Roma città, sbancando poi nei territori della provincia, dove la percentuale è stata intorno al 75%. Una contesa dura con le consuete fibrillazioni interne e gli sgambetti tra componenti, sabato il giorno clou con le bandiere e i seggi aperti un po’ ovunque. Una giornata da segnare sul calendario per il Pd del Lazio, quella di sabato, considerando che mentre si designava il nuovo segretario intanto in regione accadeva di tutto e di più, con la mozione di sfiducia a Nicola Zingaretti, gli psicodrammi all’interno di Forza Italia dove Laura Cartaginese ha compiuto la scelta di non avallare la linea del capogruppo Antonello Aurigemma che voleva mandare a casa il governo, anzi, ne ha disconosciuto la leadership del gruppo. Zingaretti va avanti, in casa azzurra si consumano scontri mai visti, in questo clima così, i democratici hanno chiuso il giro di primarie regionali con un risultato di affluenza anche sopra le previsioni, visto il periodo. Nei terrritori come da prassi sono entrati in gioco anche i fattori locali.

E’ il caso di Guidonia Montecelio che ha registrato una partecipazione notevole, quasi 1.200 elettori nei quattro seggi allestiti in città, con Bruno Astorre che ha fatto il pienone, 838 voti, e Mancini a 319, 8 voti per Alemanni. “Il dato dell’affluenza è stato superiore superiore alle aspettative, sia a Guidonia che in tutta la Regione Lazio” commenta il segretario Marcello Manni che aggiunge, “un dato molto importante che deve essere interpretato da tutti noi come una forte richiesta da parte del nostro popolo di sciogliere i nodi interni che da troppo tempo depotenziano il partito e di ritornare ad essere l’unica vera soluzione ai tanti problemi del nostro Paese. Faccio ad Astorre i miei auguri di buon lavoro”.

Di certo la differenza nelle primarie della terza città del Lazio per Astorre l’ha segnata Emanuele Di Silvio sostenitore accanito, verrebbe da dire. Il consigliere comunale, ex candidato sindaco, ha smosso mari e monti per sabato, “un risultato importantissimo quello ottenuto da Astorre che ha vinto a Guidonia e nel Lazio – ha detto il consigliere – sono soddisfatto e voglio ringraziare tutti i ragazzi che si sono impegnati con me per questo obiettivo”. C’è da precisare che le stellette non vanno tutte a Di Silvio considerando che Astorre contava pure sull’area vincenziana, Simone Guglielmo e Domenico De Vincenzi, era insomma blindato a Guidonia, bisognava solo capire quanto. Della terza città del Lazio entra in assemblea regionale del Pd la consigliera Paola De Dominicis, eletta appunto in sostegno a Astorre, e vicina a De Vincenzi. Il risultato chiuso da Mancini, sopra i 300, non è poi così basso visto che il deputato in città non ha alcun referente di prima fascia, nessun consigliere comunale. A sostenerlo c’è Giuseppe Saccà tornato in zona Pd dopo l’esperienza civica, e Stefano Salomone, fratello dell’astorriana doc Rita Salomone, un’istituzione per il centrosinistra di Guidonia. C’è chi però vede movimenti muoversi nell’ombra, vuoi per il disimpegno di alcuni consiglieri, per i malpancismi di altri esponenti nella dirigenza diffusa, nel segreto dell’urna, chissà. Tant’è. E a Tivoli? In tutto sono andati a votare per le primarie 987 elettori, anche qui Astorre non ha avuto praticamente avversari, 633 voti. Vola in assemblea regionale oltre al consigliere regionale Marco Vincenzi, la consigliera comunale Manuela Chioccia: “Voglio ringraziare le donne e gli uomini del Pd che hanno partecipato a questa importante giornata per il partito democratico del Lazio e di Tivoli”. Giusto un brivido anticipatorio delle grandi emozioni, quelle di maggio, quando il centrosinistra sfiderà i civici di Proietti e la destra di Tropiano per la guida della città.
Gea Petrini

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