Si chiude il primo concorso per Operatori Socio Sanitari del Lazio, di cui la Asl Roma 5 è stata capofila. In questi giorni, infatti, stanno terminando le procedure di assunzione non solo a copertura del fabbisogno della Asl Roma 5 ma di tutta la Regione Lazio. Un concorso divenuto esempio di “ingegneria sanitaria grazie agli uffici della Regione che hanno facilitato la buona riuscita delle procedure concorsuali”.

IL CONCORSO
Si è trattato di un “Concorsone”. Diverse migliaia le domande pervenute e alla fine della selezione, lunga e complessa, sono 563 (su una graduatoria di circa 577) gli Operatori Socio Sanitari che stanno firmando in questi giorni il contratto a tempo indeterminato per le aziende di tutto il Lazio a fronte del fabbisogno assunzionale espresso per il 2018. Sono 62 quelli che entrano nella Roma 5.

QUALE LA NOVITÀ
La novità di questo Concorso, oltre a quella di essere il primo in assoluto per OSS, è che è stato completamente gestito dalla Asl Roma 5, in qualità di capofila, alla quale la Regione ha affidato l’intera gestione delle procedure di scorrimento (non solo come avviene tradizionalmente la creazione di una graduatoria da cui attingere): dalla realizzazione all’assunzione, per conto di tutte le Aziende della Regione in base alle necessità manifestate secondo il fabbisogno 2018.
Questo ha comportato un grande e complesso lavoro, sperimentale, dietro input e sostegno dell’uffici preposti della Regione Lazio, portato avanti con professionalità e con il sostegno fattivo delle altre Aziende: un nuovo modello, definito dal Commissario Straordinario Giuseppe Quintavalle: “Esempio di ingegneria sanitaria”.

NEL DETTAGLIO
Dei 577 OSS risultati utili in graduatoria:

– per la Asl RM 5 sono stati assunti 62 OSS per il fabbisogno anno 2018 (30 a copertura dei contratti a tempo determinato, 32 già autorizzati e previsti in precedenti decreti), e 40 OSS verranno assunti per il fabbisogno anno 2019;
– per le altre Aziende del Lazio, la RM 5 ha collocato gli OSS della graduatoria, in base alle richieste, fino a chiamare 437 unità totali (compresi anche i 62 della Roma 5) per il 2018; ne restano da chiamare 140 nel 2019.

Per consentire le scelte di sede degli operatori assunti dal concorso, la RM5 sta mettendo in atto quanto possibile, e continuerà ad adoperarsi nel 2019, per limitare così, per le singole amministrazioni, l’attività burocratica delle richieste di trasferimento, subito dopo le assunzioni.

Tali attenzioni mirano sia a razionalizzare l’attività amministrativa che a tutelare il benessere organizzativo attraverso il soddisfacimento delle esigenze lavorative e di vita degli operatori neoassunti nell’amministrazione pubblica. Secondo la stima del fabbisogno 2019 è presumibile l’intero scorrimento della graduatoria, fino ad esaurimento.

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