La lista Una Nuova Storia torna nel campo progressista, e così combattendo contro le disuguaglianze sociali, rispolverando la lotta all’ingiustizia, la forza civica lascia la squadra di Giuseppe Proietti. In vista delle elezioni si riorganizza la geografia a Tivoli, dopo l’esperienza dell’amministrazione diventata un modello politico in lungo e in largo, ispirazione, a volte riuscita, altre decisamente meno, per diverse città dell’area. La lista Una Nuova Storia che conta in consiglio sui più giovani eletti Irene Marinucci e Damiano Leonardi, considera conclusa l’esperienza unica del cartello Proietti. Non è più tempo di trasversalismi seppur civici, batte il tempo della scelta di campo.

Il campo progressista. “Cinque anni fa dicemmo che il progetto politico che abbiamo ideato e realizzato, sarebbe stato inclusivo e trasversale e avrebbe avuto il compito di dare a tutti gli schieramenti il tempo per riflettere, dopo la fine prematura delle due amministrazioni precedenti l’attuale. Un progetto contro la vecchia politica che aveva precipitato la città nella paralisi amministrativa. Un progetto che sarebbe dovuto durare cinque anni: una parentesi, una parentesi necessaria, che era soprattutto un atto d’amore per la comunità tiburtina e per la Politica intesa nella sua forma più elevata. Ed è per questo che oggi, vicini al termine di questa importante esperienza – dicono – guardiamo avanti e facciamo una scelta di campo che porti alla costruzione di un nuovo progetto che sia “per” e non “contro”. Il nostro campo è progressista in ogni forma della vita associata e dell’esperienza individuale. Si fonda sulla lotta all’ingiustizia e alle disuguaglianze, sulla partecipazione attiva e la trasparenza. Vuole la rivoluzione della mobilità perché dà un grande valore al tempo e alla qualità della vita. Non conosce sviluppo senza investimenti e rigenerazione territoriale senza ambientalismo. Interpreta la cultura come una forza creatrice e il turismo come una scienza. Ricerca la crescita sostenibile e l’innovazione per dare lavoro ai giovani e a chi il lavoro lo ha perso o non lo ha mai avuto”.

Le prospettive. Riteniamo quindi necessario promuovere uno spazio politico largo ma non più trasversale, con uno sguardo lungo, che guardi lontano, più lontano della durata della prossima amministrazione. Uno spazio con regole che garantiscano la partecipazione e il contributo anche di chi finora ha interpretato l’impegno sociale e professionale fuori dal governo della città. Uno spazio in cui tutte le generazioni si sentano parte di questa sfida. Una sfida a cui chiamiamo i singoli cittadini, le forme sociali organizzate, le forze politiche che in questo campo si riconoscono. Una sfida per andare insieme oltre schemi già visti e precostituiti, già sconfitti e lontani dalle persone. Oltre un civismo senza colore, oltre i partiti senza narrazione del domani. Una sfida per costruire insieme il futuro che la comunità e i suoi giovani meritano”.

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