“Abbiamo vinto”, Alessandro Messa tra gli applausi dei cittadini venuti a presidiare la piazza del Comune di Guidonia comunica così l’esito dell’incontro e stasera arriva la conferma ufficiale. L’amministrazione sospende l’asta, i 31 alloggi delle case popolari a Colle Fiorito e Villanova non sono più in vendita. Operazione congelata viste le proteste che hanno sommerso il governo cinque stelle costretto a fare retromarcia dopo una settimana di pressing pesante dei cittadini con in testa l’avvocato Messa, che è coordinatore della Lega, insieme ai consiglieri del piddì Emanuele Di Silvio e Mario Lomuscio. L’altra settimana una prima schiarita dopo il vertice che aveva fotografato il paradosso creato dall’amministrazione che aveva messo in vendita 31 case popolari regolarmente assegnate con tanto di foto con arredi e persone all’interno. La vendita degli alloggi è contenuta all’interno del piano di dismissioni, con cui in sostanza il Comune ha schematizzato le alienazioni di beni pubblici per fare cassa, come richiesto dalla Corte dei Conti. Una prescrizione, per intenderci, che fa parte del piano di riequilibrio con il quale Guidonia ha evitato il dissesto finanziario. Bisogna tagliare le spese e aumentare le entrate, la vendita dei beni è una delle diverse strade. Il caso è scoppiato però intorno alla scelta degli immobili da mettere all’asta. Solo per questo primo anno, quasi due milioni di euro devono entrare da lì. Ecco il pantano. Quando intorno alle 15 la delegazione scende dal Palazzo, Messa comunica gli esiti, sospensione, “vittoria”. E Di Silvio raccomanda, “adesso non cediamo, controlliamo”. Di poco fa la posizione del Comune: “L’impegno dell’amministrazione per non mettere in difficoltà i cittadini si concretizza con una sospensione dei termini dell’asta per la vendita di alcuni appartamenti, in attesa di compiere le necessarie verifiche da parte di un ufficio ad hoc che sarà in funzione già nella giornata di domani. Come primo passo, mercoledì si porta in consiglio comunale l’integrazione del piano delle dismissioni che consentirà di onorare gli impegni presi per il piano di rientro grazie alla vendita di altre tipologie di immobili comunali. L’intenzione dell’amministrazione è quella di predisporre un piano che consentirà l’acquisto a prezzi decisamente convenienti del diritto di proprietà della casa assegnata allargando la platea degli aventi diritto verso coloro che vogliono regolarizzare la propria posizione con il comune. Allo studio anche opzioni come l’affitto con riscatto o la nuda proprietà per venire incontro a gran parte degli inquilini e consentire all’amministrazione di realizzare economie fondamentali per ripianare il debito ereditato”. Una marcia indietro che – dicono i bene informati – porterà non poche fibrillazioni interne ai cinque stelle, vista la posizione critica del reggente delle finanze al dietrofront.

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