Il direttore del museo di Montecelio è ancora il funzionario della Soprintendenza Zaccaria Mari, è sempre più caos intorno all’amministrazione cinque stelle di Guidonia. La Soprintendenza cioè conferma, non c’è alcun atto formale del Comune, la graduatoria a fronte del bando pubblico non è mai stata pubblicata. Eppure, il sindaco Michel Barbet sabato nel convegno al museo ha annunciato a favore di flash il nome del nuovo direttore, Ilaria Morini, che per due anni e 18mila euro, avrà il timone della struttura che ospita anche la Triade Capitolina. Ma la fuga in avanti del sindaco che ha di fatto svelato l’esito della selezione nelle mani della commissione che ha giudicato i curricula anche attraverso un colloquio, è stata messa sotto i riflettori dal consigliere Emanuele Di Silvio che non solo ha richiesto l’intero fascicolo di carte ma ha rimarcato l’anomalia dei metodi dell’amministrazione. Insomma, senza graduatoria e determina di affidamento pubblicata, Barbet ha indicato il vincitore.

Un inghippo bello e buono, tanto che Mari resta di fatto il direttore ad interim del museo, il Comune aveva chiesto alla Soprintendenza di coprire il ruolo fino a definizione della procedura di selezione. “Il sindaco ha dato il nome, noi in Soprintendenza non abbiamo avuto alcuna comunicazione ufficiale, non c’è determina e graduatoria formale. Vorrei ricordare che i reperti sono di proprietà dello Stato dati in deposito al museo comunale. Ho io la tutela. Non essendoci alcuna carta ufficiale mi devo ritenere ancora formalmente il direttore ad interim del museo”.

E nella selezione il Comune aveva cercato attraverso un avviso un esperto da inserire in commissione, chiamata andata a vuoto, “voglio precisare che la Soprintendenza non è stata coinvolta nella scelta”. La bufera sulla nomina del direttore getta nella confusione il settore cultura, dove d’altronde intorno al museo niente è filato liscio. Basti pensare che la rivoluzionaria fase iniziata con l’entrata in scena, adesso, dell’associazione Una Quantum per quanto riguarda il fronte dei servizi, è realtà solo perché i primi arrivati si sono ritirati. Si tratta di Basenatura che gestiva il museo negli anni precedenti, vinto il bando, ottenuta l’aggiudicazione, hanno detto di no. A quanto pare per le condizioni, compresi gli arretrati che ancora non arrivano. Allora è subentrata la seconda, individuata dal Comune come la soluzione migliore. Altre non c’erano.
geape.

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