Perché non viene applicata l’ordinanza che tre anni fa ha vietato l’accesso ai non autorizzati alla loggia del Palazzo comunale? Lo chiedono in particolare i residenti della piazza che puntano il dito sui bivacchi notturni con tanto di schiamazzi, senza contare gli insulti a chi prova ad affacciarsi per protestare. Una situazione sempre più grave per chi abita lì e deve farci i conti: volano persino bottiglie e oggetti verso i balconi, l’ultima volta un posacenere. “Una situazione non più sopportabile – spiega una delle inquiline – per la quiete pubblica perché abbiamo dovuto passare tutta l’estate con le finestre chiuse sopportando di tutto: schiamazzi, lanci di oggetti, bucati ritrovati sporchi ogni mattina. E ancor di più per la protezione del luogo: dopo i bivacchi notturni rimane immondizia ovunque e spesso anche scritte e sfregi alla loggia. L’ordinanza c’è. Ma bisogna farla rispettare”.

L’ordinanza. Il divieto di accesso per non autorizzati è stato in effetti istituito a maggio del 2015. E A destare preoccupazione – secondo quanto spiegato nel provvedimento – era l’abitudine di tanti di usare come sedile il bordo della balaustra di marmo che corre intorno a tutta la loggia “con possibile grave pericolo considerata l’altezza rispetto al suolo della piazza”. Un uso diffuso soprattutto tra i ragazzini. Secondo obiettivo: quello di proteggere dai graffiti Palazzo Guidoni, edificio tutelato dalla Soprintendenza. Così è scattato il divieto “considerata i potenziali pericoli per la pubblica e privata incolumità, nonché la necessità di provvedere alla salvaguardia del patrimonio storico”. Mentre si pensa ad un progetto , da valutare con cura proprio per non incappare nei vincoli della Soprintendenza. Tre le regole imposte: divieto assoluto a tutti i cittadini di accedere e sostare sulla loggia, accesso consentito solo agli autorizzati, in caso di trasgressione di applicare l’articolo 6 del regolamento di polizia urbana (300 euro di multa). RedCro