Imperversa la burrasca sul fronte cave, piazza assediata con le tende, e il governo cinque stelle di Guidonia Montecelio deve affrontare anche le defezioni dalla Giunta: va via l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Colazza. L’architetto 31enne urban planner ha vinto un concorso all’Anas e lascia quindi – proprio oggi – la stanza delle opere pubbliche, presa a gennaio 2018, dopo l’uscita del predecessore Antonio Castellino, dimesso sempre per ragioni di lavoro non più compatibile con l’amministrazione. I lavori pubblici quindi vanno verso l’ulteriore cambio di poltrona: il sindaco Michel Barbet dovrà nominare il terzo assessore in quel settore, in un solo anno di governo. E’ un po’ un rito ormai, diventati assessori, nascono altre esigenze lavorative. Se sul fronte delle sostituzioni le opere pubbliche non sono le uniche ad aver visto mutare reggente, Paolo Aprile infatti ha lasciato scuola e cultura alla Elisa Strani, oggi, nell’attualità stringente, sono due quindi le deleghe nelle mani di Barbet. I lavori pubblici con l’uscita di Colazza, e il Personale. La casella è vuota da quando il sindaco, il 30 di luglio, ha “licenziato” Romina Polverini, mandata via dall’esecutivo per il venir meno del rapporto di fiducia, insomma la Polverini non era più in linea con i dettami del concilio cinque stelle. Rimossa la Polverini, dopo quasi due mesi, non è stata ancora sostituita. La Giunta quindi già incompleta, perde un ulteriore assessore, Colazza. Tradotto, altri colloqui, pressioni e indicazioni politiche da Roma, in cerca di un profilo all’altezza del compito. Un nuovo assessore, che avrà bisogno quindi di tempo per conoscere la città e il settore affatto semplice, tempo per impratichirsi con le emergenze della terza città del Lazio e individuare soluzioni. In un contesto dove anche gli uffici sono sempre più in affanno: l’ingegnere Marco Simoncini si è trasferito al Comune di Roma, l’amministrazione è a rischio paralisi. Colazza, dal canto suo, in sei mesi e poco più ha dovuto affrontare i fronti bollenti, il primo tra tutti le buche, vera ossessione per automobilisti e pedoni, vista la condizione disastrata delle strade in ogni quartiere. A sentire l’assessorato, il problema sono sempre i soldi, pochi. Ecco perché Colazza aveva individuato una soluzione: reperire risorse dai residui della Cassa depositi e prestiti, i residui quindi dei mutui di altre opere. In totale una cifra che si aggira intorno ai 700mila euro. L’idea però non ha avuto vita facile, anzi, tra ostacoli e niet, era sembrata arenarsi finché alla fine è stata la commissione lavori pubblici a indicarla come possiblità almeno da verificare, su richiesta del consigliere democrat Mario Lomuscio. Chissà che se ne farà, considerato l’ennesimo cambio al comando in un Palazzo che scricchiola.
geape.