Un emendamento salva cave capace di fronteggiare l’emergenza che stringe Guidonia Montecelio. Se ne parla da giorni nei rumors, di un documento dai contenuti ultra riservati partito dall’assessore regionale Gian Paolo Manzella per risolvere il caos scoppiato nella terza città del Lazio a guida cinque stelle dove si chiudono aziende, con 150 licenziamenti già effettuati, e 2000 posti in tutto a rischio. Dopo le indiscrezioni suggerite a mezza bocca dai soliti bene informati nelle giornate che hanno preceduto lo sciopero generale di ieri degli operai, questa mattina è la consigliera regionale del piddì Michela Califano a dirlo chiaro e tondo (tra una marea di “altro non posso aggiungere”). Dalla Regione Lazio sta arrivando la scialuppa di salvataggio per i lavoratori che manterrà in vita un comparto produttivo che pesa il 5% del Pil regionale. Partendo dal contesto, Califano arriva nella piazza di Guidonia in tarda mattinata. C’è stata ieri per il corteo, la scorsa settimana per l’avvio della protesta e nell’intera maratona del consiglio comunale fiume giovedì. Torna, “perché non sono una che viene a Guidonia e poi se ne scorda” dice al gruppo di lavoratori con cui parla per un’ora abbondante insieme al consigliere comunale Emanuele Di Silvio. Da una parte ci sono le forze dell’ordine all’entrata del Palazzo, all’angolo opposto le tende montate per il presidio permanente. Per questo è tornata. Il day after a Guidonia è più che altro un after-hours senza fine. Si protesta a oltranza, anche in maniera simbolica, dandosi il cambio e spostando le tende sotto i portici – compresa la mini tenda verde di Di Silvio – per ripararle dalla pioggia. Lo stallo e il futuro dei lavoratori sono un assillo per i sindacalisti presenti in piazza, Remo Vernile e Daniele Mancini, si spostano da un punto all’altro, se pensano al sindaco Michel Barbet la sintesi è il “disco rotto”, cioè niente soluzioni a una vertenza drammatica per l’intero distretto del travertino. Califano si toglie gli occhiali, ex presidente del consiglio comunale a Fiumicino, conosce bene le dinamiche politiche in provincia. La bocciatura di Barbet è senza appello. “Siamo di fronte a un’amministrazione comunale miope, e il sindaco ha chiarito la posizione: non ha intenzione di trovare un punto di mediazione, lasciando indietro le aziende che non sono in regola con le carte. Una linea rigida. Il Comune non ha accettato l’interpretazione della legge fatta dalla Regione, ma in questi giorni siamo in fase di approvazione della legge di semplificazione. Ecco perché in questo contesto si sta lavorando a un emendamento, un documento che porti a fornire risposte alle esigenze di Guidonia, per le quali l’amministrazione comunale non ha esercitato i propri poteri”. La legge andrà in Aula martedì, ma sui contenuti specifici dell’emendamento la Califano scuote la testa, restano fino alla formalizzazione top secret. Una iniziativa che – sostiene la consigliera – non è frutto di alcun tipo di sollecitazione da parte del sindaco, “non ha mai chiesto aiuto alla Regione, questo documento infatti nasce dalla sensibilità dell’assessore regionale Manzella che si è voluto rendere promotore di un emendamento”. In attesa di capirne i reali effetti, Califano non fa sconti ai cinque stelle, “si sono fatti scoppiare una polveriera”.
Gea Petrini