Un bluff l’apertura dell’amministrazione cinque stelle ai lavoratori delle cave di Guidonia. La Giunta darà al dirigente indicazione di sospendere la revoca all’azienda, la prima colpita e ad agosto, ma solo per consentire il ritombamento. Non si potrà cioè riprendere l’attività ma “solo ritombare” come ha dichiarato il vicesindaco Davide Russo al Messaggero di oggi. E’ così che l’atto di indirizzo che la maggioranza ha votato dopo aver bocciato le proposte della minoranza al termine di 12 ore di consiglio, diventa un nulla di fatto, anzi si rivela l’ennesimo balletto. Come già si era capito nei minuti successivi la fine del consiglio, quando la vaghezza degli impegni assunti dai cinque stelle non lasciava presagire niente di buono per i lavoratori che hanno scioperato quattro giorni in un presidio permanente sotto il Comune. Consentire all’azienda di riaprire soltanto per il recupero ambientale vuol dire lasciare gli operai della cava a casa, esistono infatti dei profili professionali: il ritombamento non lo fanno gli operai, il movimento terra viene eseguito da ditte in appalto, bastano due persone con pala meccanica e il camion. Doppio risultato: non ridanno il lavoro agli operai delle cave e non incrementano il recupero ambientale perché potendo utilizzare soltanto le terre che stanno all’interno della cava non si va a implementare quello che già c’è. La prima settimana di proteste si chiude così.