Manifesti “agghiaccianti” che offendono di nuovo Guidonia Montecelio, la leghista Giovanna Ammaturo è ferrea nel bocciare senza e senza ma la campagna “trash” contro l’abbandono dei rifiuti a suon di troglodita e subumano. Dopo il Pd che ieri ha chiesto all’assessore Tiziana Guida di ritirare i pezzi di informazione creati insieme a Tekneko, scende in campo la consigliera salviniana. Ci sarà un’interrogazione e la richiesta di dimissione dell’assessore. “Dopo averla qualificata lavanderia della mafi, città di mer.. adesso siamo etichettati come subumani e trogloditi. E’ partita infatti una casareccia campagna di informazione che coniuga il sindaco Barbet, l’assessore all’ambiente Guida e la società Tekneko che gestisce la raccolta dei rifiuti, molto trash e mortificante. Manifesti agghiaccianti e irrispettosi di una intera comunità che svolge civilmente una opera di frazionamento casalingo dei rifiuti che pure nel 2017 ha apportato nelle casse del Comune uno storno di oltre mezzo milione di euro per plastica, carta e metalli e di cui l’assessore è ben a conoscenza”. Una campagna che può essere un boomerang. “Adesso come cittadini sciatti e inqualificabili reduci di un mondo incivile e preistorico veniamo etichettati come subumani e trogloditi evadendo di fatto il fine ultimo di una campagna pubblicità progresso: informare, persuadere e sviluppare il brand di civiltà. Anzi si corre il rischio opposto: tentare l’emulazione con lanci più lunghi e pesanti come nella foto”. E tutto senza coinvolgere i consiglieri, la commissione – rimarca la leghista – non è stata informata di niente. “Sarebbe stato più utile e vantaggioso ripristinare le telecamere già sul territorio come abbiamo richiesto al Sindaco Barbet oltre due mesi orsono dopo il vigliacco stupro di una nostra concittadina ancora irrisolto. O se le telecamere donate per contratto dalla Tekneko, e rubate dopo l’installazione, sono state reinstallate. E’ necessario sapere chi ha messo i soldi il Comune, la Tekneko o entrambe. La stessa Società di raccolta che ha chiuso per l’ennesima volta l’unica isola ecologica perché è “nel mirino di bande di nomadi”, a cui non si riesce neanche di dare il daspo, previsto dalle leggi della Repubblica. Chiudere non è la risoluzione, esistono sistemi di controllo elettronici diversi anche ad infrarossi collegabili con le Forze dell’Ordine, assunzione di personale ad hoc, sistemi di vigilanza. Staremo freschi se i commercianti, le filiali di banche o Poste avessero chiuso dopo una rapina: un deserto”.