Una settimana per macinare incontri, redigere un documento finale, mettere i tecnici a confronto e trovare l’accordo: si aprono schiarite nello scontro feroce sorto intorno al futuro del settore estrattivo di Guidonia Montecelio. In una riunione “difficile” come raccontano i sindacalisti, ieri in Regione sono state fissate le tappe che a stretto giro, in nuovo vertice venerdì prossimo, porteranno a definire la via d’uscita rispetto agli ostacoli sulle autorizzazioni e il proseguimento dell’attività posti dall’amministrazione comunale nei confronti delle aziende, disegnando un percorso a lungo termine. Così proprio dal Comune pentastellato di Michel Barbet arrivano oggi toni soddisfatti per “gli impegni comuni assunti per la evitare la chiusura delle cave”, i sindacati che tutelano circa 2mila lavoratori tra diretti e indotto, restano cauti, lasciano in piedi lo stato di agitazione così come lo sciopero (senza data ancora) ma riconoscono i passi in avanti compiuti verso la risoluzione della crisi.

Per il Comune la strada è quella giusta. “Dal punto di vista amministrativo – dice Barbet – abbiamo cercato un percorso che potrà consentire alle imprese di trovare soluzioni per il ripristino e la riqualificazione ambientale e nello stesso tempo per continuare l’attività estrattiva in modo da preservare l’occupazione”. E fanno sapere che sono già stati calendarizzati i primi incontri presso il Comune con le imprese a rischio chiusura, proprio per mettere in pratica gli impegni congiunti assunti oggi in Regione. “La nostra coerenza e fermezza nel pieno interesse della città e dello sviluppo sostenibile del settore del travertino sta portando i suoi frutti – affermano in maniera congiunta gli assessori Tiziana Guida e Davide Russo – ci aspettiamo adesso che il nostro stesso impegno venga messo in campo dalle imprese per mettere definitivamente la parola fine alla crisi che da decenni minaccia il comparto”.

I sindacati. “La Regione è stata determinante”, è la prima riflessione che fa Claudio Coltella, della Fillea Cgil, quello di ieri d’altronde “era un tavolo difficile che sarebbe potuto finire dopo pochi minuti, un tavolo complesso come il problema che stiamo affrontando”. Politici, imprenditori, sindacati, tecnici, con una contrapposizione pesante degli ultimi mesi anche tra gli uffici di Guidonia e i tecnici romani. “Un grande assessore regionale Gian Paolo Manzella ha tenuto il timone con tenacia, fornendo i giusti indirizzi. Ma determinante è stato il suo atteggiamento, ha ascoltato, capito e stretto le fila al momento giusto. Ora – continua il sindacalista – abbiamo una data certa, e tutti abbiamo i compiti a casa”. Una girandola di incontri, martedì la riunione tra i tecnici di Guidonia e quelli regionali, “come organizzazioni sindacali ci è stato chiesto di mantenere sì il livello di attenzione ma di considerare che c’è un tavolo aperto. Questo è il motivo per il quale, resta lo stato di agitazione e la proclamazione dello sciopero, ma oggi tutti stanno lavorando”. La prossima settimana sarà determinante: “Entro giovedì avremo un documento, uno strumento sul quale dire sì o no ma chi si sfila sarà responsabile del fallimento. Noi puntiamo a salvagurdare l’occupazione, ecco non dico che sono fiducioso ma le condizioni per risolvere il problema ci sono, manca il salto finale”. Parla di “piccoli passi compiuti” Remo Vernile della Fenal Uil, “la cabina di regia in Regione sta cercando di sviluppare un accordo accettato da tutti gli attori interessati. Lo sciopero resta decretato, vedremo come andrà a finire”. Cautela nelle valutazioni anche da Daniele Mancini della Filca Cisl, “la riunione in Regione è stato un piccolo passo in avanti, si sono confrontati direttamente i tecnici, adesso insieme alle aziende dovranno capire come procedere. Aspettiamo l’evoluzione”. geape.

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