Riunioni segrete e ristrette per decidere in quattro – o giù di lì – il nuovo coordinatore di Forza Italia a Guidonia Montecelio, a cena magari come nelle migliori tradizioni. Bufera in casa azzurra, con un documento di fuoco l’ex consigliere Andrea Mazza denuncia i metodi scelti per uscire dal commissariamento oggi in mano al neo deputato Alessandro Battilocchio. Scelta che danneggia la strada intrapresa di allargare il gruppo dirigente che a fatica si è rimesso in piedi dopo gli scandali e le tormentate pagine dell’epoca Rubeis. Insomma, Mazza scoperchia le tentazioni della neo cabina di regia, di decidere tutto senza tener conto dei “militanti”, in una lettera al vetriolo inviata anche al segretario regionale Claudio Fazzone che genera conseguenze già nell’immediato. Intanto la seconda riunione ristretta convocata per stasera non vedrà la partecipazione di Mazza, che chiede anzi a Battilocchio di riportare la discussione nella plenaria del partito locale, oppure di convocare una riunione sempre qui nel territorio ma con il leader regionale. Venti di guerra, inutile dirlo, la mossa dell’ex portabandiera scombina il quadro e tenta di arginare l’ascesa al vertice del sassaniano Maurizio Massini, l’ingegnere avrebbe l’ok non solo dei suoi, ma di Augusto Cacciamani, mentre i rubeisiani giocano una partita a sé, contro Mazza, ma chissà (pare difficile crederlo) a favore del golden man di Sassano.

La lettera. Parte dalla fotografia Mazza, “ad oggi non si sono stabiliti criteri che possano portare il partito locale di Forza Italia ad esprimere un coordinatore cittadino all’unanimità o almeno a maggioranza di tutti i militanti che dal commissariamento in poi hanno lavorato per la crescita e la ripresa del partito”. E cita i numeri, “l’ottimo risultato del 16% alle regionali”. E poi l’attacco al “metodo” scelto da Battilocchio, “una riunione ristretta che non solo non ha portato all’unanimità di un nome ma ha indispettito la base e tutti gli amici che avevano creduto in un nuovo corso ed un nuovo metodo di condivisione delle scelte”. Cabine di regia, caminetti, sono metodi “che io per primo ho combattuto e non posso ora accettare solo perché in quel tavolo ristretto c’è un posto per me”. Ecco perché Mazza chiede a Battilocchio “di indire una nuova riunione con tutti i militanti di Forza Italia e con loro trovare un metodo condiviso per proporre al coordinatore regionale un nome. In alternativa una riunione sul territorio con Fazzone aperta a tutti i militanti per chiarire con lui come procedere, in fondo – scrive nel documento – questa avventura è nata da una riunione al Duca d’Este con Fazzone e Battilocchio”. Luglio politico hot.
Gea Petrini