di Gea Petrini

Costretto a riposo da un infortunio, accetta subito di farsi una chiacchierata telefonica, tra giudizi negativi sull’operato dei cinque stelle a Guidonia e le prospettive del Pd. Il capogruppo democrat Simone Gugliemo apre di fatto una nuova fase nella dialettica locale, caraterrizzata, inutile nasconderlo, da scontri feroci tra correnti, mentre ora si invoca l’unità.

Capogruppo, un anno di governo cinque stelle a Guidonia. Un bilancio?
Nel primo consiglio comunale, come Pd, avevamo detto al sindaco: il primo anno lasceremo fare per non essere strumentali e non cadere nel gioco della demagogia. Ora tiriamo le somme, anzi lo fa la città, c’è chi ha votato cinque stelle e non lo farà più, basta vedere i commenti sui social.

Ma quali sono le mancanze più serie?
Un sindaco non autorevole. Gli ho detto di smettere di fare il turista per caso, c’è una città non amministrata, la buona volontà non basta. Abbiamo solo ascoltato proclami. Si perde tempo in regolamenti ma sui temi importanti ci si perde, è il caso ad esempio dello sviluppo…

Senta a proposito imperversa lo scontro sul futuro delle cave.
Noi abbiamo le idee chiare, come Pd e come gruppo del Pd: a Guidonia, dopo l’iniziativa di giovedì a Tivoli Terme sulle infrastrutture, organizzeremo un grande convegno sulle cave che per noi sono una risorsa, sempre nel rispetto delle regole. Bisogna fare studi per capire cosa si potrà fare lì, che tipo di ricchezza, piscine, alberghi, ma non si possono rinnegare tutti gli impegni come sta facendo Barbet. A loro manca la bussola, sono muri di gomma.

Una bocciatura senza appelli.
Ha visto cosa sta accadendo all’urbanistica?

Me lo dica lei.
Si discutono solo i progetti che prima avevano distrutto. Tornano cioè solo i piani dell’epoca Ferrucci Rubeis, che c’è dietro? Dove sta la loro discontinuità? Dell’ambiente poi è meglio non parlare, l’assessore non si è degnata nemmeno di venire a parlare in aula quando c’era la mozione di sfiducia e si fanno bocciare i progetti dalla Regione. E le finanze non vanno meglio, le fatture non vengono pagate, poi hanno fatto battaglia alla Tre Esse e adesso se la ritrovano, intanto la riscossione ancora va come va.

Servizi.
Disservizi, intende. Lo scuolabus non sono riusciti a metterlo in piedi, Guidonia ha bisogno di un serio rilancio.

E voi siete in grado di costruire un’alternativa? Il Pd è in una fase molto critica, come vede il post Renzi?
Il Pd a livello nazionale paga lo scotto di chi ha governato, sul territorio a trainare sono le persone.

Ma avete perso voti d’opinione.
Ma le persone ancora fanno la differenza.

Mi dica come lo vede allora questo Pd post Renzi.
Il partito ha bisogno di un restyling, di aprirsi a un campo largo come diceva Bettini e come dice Zingaretti.

Zingaretti può essere il prossimo leader del Pd?
E’ difficile ritrovare il carisma di Renzi tra gli attuali protagonisti. Zingaretti è pragmatico, potrebbe rappresentare a livello nazionale un buon laboratorio.

A Guidonia avete subito una pesante sconfitta. Avete ripreso un percorso anche interno?
C’è la buona volontà, e questa iniziativa di giovedì con il partito di Tivoli ne è la prova, c’è voglia di fare.

Il suo gruppo non è entrato negli organismi dirigenti cittadini sull’onda di un pesante scontro interno, allora è cambiato qualcosa?
Certo, è cambiato qualcosa, perché dopo un anno in politica è inevitabile, un anno è un’era geologica. Anche a Guidonia si arriverà a congresso. L’importante è che ci sia un confronto costruttivo. Il gruppo consiliare sta lavorando bene, poi devono rimanere le diversità ma sempre in un’ottica costruttiva. Divisi non andiamo da nessuna parte, se c’è unità d’intenti siamo credibili e forti. La politica degli spot e la demagogia la lasciamo agli altri”.