di Virginia Gigliotti

Al passo con i tempi e con lo sviluppo della tecnologia digitale, gli eventi espositivi multimediali sono diventati la nuova frontiera dell’arte. Dopo il successo riscontrato a Firenze, Milano e alla Reggia di Caserta, è arrivata a Roma Klimt Experience.
La mostra si presenta come un vero e proprio omaggio al padre fondatore della Secessione Viennese, proponendo l’intero patrimonio artistico del grande pittore, dagli esordi ai ultimi dipinti, attraverso settecento riproduzioni digitali 3D delle sue opere e della Vienna dei primi del ‘900.

Klimt Experience, offre al visitatore emozioni uniche permettendogli di immergersi completamente nelle opere attraverso l’utilizzo di sofisticate tecnologie. Appena varcata la soglia di ingresso si viene accolti dalle note di celebri compositori di musica classica che faranno da colonna sonora all’intero percorso espositivo e che renderanno l’esperienza ancora più unica e suggestiva facendoti tuffare in un’altra dimensione. Una tenda nera separa l’ingresso del palazzo dalla mostra, ed eccoci catapultati in un mondo parallelo fatto di suoni, giochi di luce, colori, opere, simboli e parole.

“Chi vuole sapere di più di me osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio”, è una tra le frasi proiettate su pareti e pavimento nella prima sala. Dei monitor trasmettono racconti, opere e citazioni dell’artista.
Procedendo un po’ smarriti nell’alternanza tra buio e luci e attirati dalle note di musica classica si arriva in una seconda sala: le quattro pareti proiettano in dei maxischermo gigantografie di alcune dei più famosi dipinti di Klimt. Al centro dell’enorme sala sono presenti delle comode postazioni da cui è possibile ammirare ed immergersi nelle immagini.

Le riproduzioni multimediali delle opere, di per sé già di dimensioni cospicue rispetto alla realtà, vengono ulteriormente ingrandite dando la possibilità al visitatore di notare dettagli e sfumature altrimenti difficili da percepire.
Dopo una piacevole permanenza seduta ad ammirare le enormi immagini, il percorso continua nella “mirror room”, una stanza ricoperta interamente da specchi, in cui è possibile inserirsi a 360 gradi nei dipinti del maestro viennese e dare spazio alla meraviglia e allo stupore. Ultima ma imperdibile tappa della mostra sono le postazioni di realtà aumentata messe a disposizione dal museo che consentono ai visitatori di entrare letteralmente all’interno di quattro celebri quadri di Klimt.
La mostra è ospitata dalla sala della donne del complesso monumentale San Giovanni-Addolorata di Roma in piazza San Giovanni in Laterano e rimarrà allestita fino al 10 giugno 2018.

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