di Virginia Gigliotti

Arrivati a piazza Campitelli il Museo della Città si trova alle spalle degli splendidi giardini di Villa D’Este, vicinanza che offre scorci anche dalle sale interne situate ai piani superiori. Camminando infatti per le stanze del museo si è accompagnati dal rumore dell’acqua proveniente dalle numerose fontane della villa ed è possibile ammirare piccole porzioni dell’incantevole giardino all’italiana. Lo stabile ospita al suo interno due interessanti mostre: una dedicata alla storia dell’elettricità a Tivoli, l’altra alla vestale Cossina, scoperta nel 1929 lungo la riva destra dell’Aniene, unica sepoltura vestale finora nota nel mondo, e alla tomba anonima che gli si addossa.

Entrando ci si immerge direttamente in quello che sarà lo stile di entrambe le installazioni: pannelli esplicativi e sale didattiche in cui è possibile accomodarsi e seguire i racconti e le spiegazioni date dai video trasmessi dai monitor messi a disposizione. La due mostre sono divise tra il primo e il secondo piano del museo: al piano terra viene presentata quella riguardante la storia dell’elettricità a Tivoli, prima città d’Europa ad aver adottato la corrente elettrica per l’illuminazione ordinaria sfruttando le acque del fiume Aniene. Nell’agosto del 1886 infatti ci fu l’inaugurazione della prima illuminazione elettrica pubblica in corrente alternata, iniziativa interamente sostenuta dal punto di vista economico dal Comune e realizzata dalla Società per le forze idrauliche, che utilizzò il trasformatore di Gaulard e Gibbs, la più innovativa macchina elettrica del tempo. Questo fu solo l’inizio della storia dell’elettrotecnica, infatti il 4 luglio del 1892 venne aperta la prima linea elettrica di trasmissione al mondo in corrente alternata che collegava un centro di produzione, la centrale di Acquoria di Tivoli ad un città, Roma, coprendo una distanza di 28km.

Qui sono esposti i documenti conservati nell’archivio storico comunale, reperti che consentono di ricostruire la storia, in ordine cronologico, degli atti e provvedimenti amministrativi che dal febbraio 1883 hanno portano alla realizzazione dell’impianto. Tra questi anche lettere firmate dall’allora sindaco della città Pietro Tomei, manifesti che annunciavano alla cittadinanza l’imminente inaugurazione della illuminazione elettrica, opuscoli, avvisi, ma anche schizzi dello stabilimento da costruire per l’impianto e pezzi di marchingegni utilizzati nella centrale. Salendo al piano superiore si viene catapultati in tutt’altro contesto: qui viene illustrata la storia della tomba della vestale Cossina e di una seconda tomba ritrovata addossata a questa, sotto la quale è stato trovato un corredo funerario costituto da un cofanetto di ambra e da una bambola in avorio con gli arti snodabili e ornata da una collana, due bracciali, due cavigliere e calzature unite ai piedi. I reperti, solitamente conservati nel Museo Nazionale Romano, sono esposti in una vetrina climatizzata costantemente monitorata.
Sono presenti anche altri resti come un orologio solare databile alla fine del I sec. a.C. e la maestosa statua della Vestale Massima. L’ingresso è gratuito ed è consentito dal martedì al sabato dalle 15:00 alle 18:00, domenica e festivi dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

 

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