Un servizio andato avanti solo per la caparbietà dell’associazione Insieme che ha mantenuto in piedi il centro diurno per utenti diversamente abili adulti nelle due sedi di Villalba con una convenzione scaduta nel 2015. Un servizio che rischia di andare alla deriva per l’immobilismo del Comune di Guidonia Montecelio. Il futuro della “rete” sociale che copre nell’ambito del piano di zona il territorio del distretto sanitario, con la concentrazione maggiore di fruitori proprio nell’area di Guidonia, è nella piena incertezza. Il bando per assegnare la gestione è nel cassetto da due anni.
“Vorremmo avere risposte” dice Isidoro Fabi, ricordando come i due anni alle spalle siano stati pieni di difficoltà. La mancanza di fondi ha causato infatti una riduzione dell’orario, riuscendo comunque a mantenere il centro socio educativo per i circa 40 utenti che lo frequentano, aperto fino alle 15. La questione calda del sociale è sbarcata anche inc onsiglio a dicembre, in una assise infuocata che ha portato il Comune a liquidare i 50mila euro congelati da due anni. Ma sul fronte del sevrizio vero e proprio si va avanti senza copertura formale. “Vogliamo capire se c’è un’idea di quale prospettive garantire al servizio, non sappiamo infatti se ci saranno risorse a disposizione. Ma per ora le nostre domande sono rimaste inascoltate”. Diversi gli incontri con l’amministrazione, nella stanza dell’assessore Davide Russo o con il dirigente di settore, ma mai in maniera coordinata. Ogni giorno tra le 8 e le 9 e 30, i ragazzi del centro vengono portati dai mezzi del centro nelle sedi di Villalba e qui partono quindi i laboratori, musicoterapia, giardinaggio, palestra, si pranza e poi a casa. La mancanza di risorse ha condotto ai tagli anche nel personale impiegato, ma la preoccupazione maggiore adesso è guardando avanti, per chi nel centro diurno trova un motore di crescita e espressione. “Non si può chiudere da un giorno all’altro – dice Fabi – i ragazzi qui hanno sviluppato capacità. L’assistenza domiciliare non potrà mai coprire tutta quell’utenza. Non dobbiamo lasciare sole le famiglie, il Comune deve darci una risposta e indicare una strada”. geape.

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