“Ci devono pagare, basta prese in giro”. Tensione alle stelle al Comune di Guidonia Montecelio per la spirale dei mancati pagamenti. Questa mattina gli ex gestori del teatro Imperiale, Gennaro D’Avanzo e Anna Greggi, davanti gli uffici della cultura hanno atteso l’arrivo dei vertici del settore per ottenere un incontro dagli esiti negativi. Il contendere sono quasi 200mila euro, delle due stagioni dal 2015 più 4mila euro anticipati per la riparazione dei riscaldamenti, che l’associazione San Babila con D’Avanzo e Greggi, deve ottenere dalle casse pubbliche per gli spettacoli portati e organizzati in città, con numeri che registravano qualcosa come 450 abbonati. Una cronistoria, quella delle fatture mai liquidate, iniziata già con i commissari e diventata – a quanto pare – un incubo con l’insediarsi della nuova amministrazione pentastellata. Lunedì scorso in piazza era andato in scena – è il caso di dire – l’ennesimo show di esasperazione. Reazioni di rabbia diventate quotidiane sotto le finestre del Palazzo e che vedono protagonisti i creditori del Comune: aziende, professionisti, cooperative che aspettano di essere pagati, in alcuni casi da quattro anni. D’Avanzo, ex direttore artistico dell’Imperiale, si è fatto sentire a suon di urla pur di avere un riscontro, “sindaco dove sei?” ha gridato in direzione della stanza del Palazzo dove si vedeva giusto la sagoma di Michel Barbet dietro il vetro. “Vergognatevi, ci dovete pagare”, alla fine la dirigente alle Finanze Maria Lombardi lo ha ricevuto, prendendo l’impegno di una verifica sul caso. La risposta è arrivata telefonicamente martedì, a distanza di 24 ore, sul cellulare di Anna Greggi. In sostanza, è stata certificata dal punto di vista delle Finanze la responsabilità del settore Cultura che non ha cioè inviato le carte per avviare il pagamento. Ecco perché questa mattina D’Avanzo e Greggi hanno presidiato l’entrata dell’assessorato: “Guidonia Montecelio ormai è il deserto, la cultura non conta più niente. Noi però siamo creditori e abbiamo diritto a essere pagati. Non rispondono alle pec, noi vogliamo sapere la verità”. Mentre D’Avanzo arringa sulle scalette di piazza 2 Giugno, arrivano l’assessore Elisa Strani insieme al dirigente Domenico Nardi.

Vanno dentro, il dirigente con cortesia li fa accomodare e li riceve. Ma all’uscita gli umori dei due sono neri. “Ci hanno proposto una transazione compesativa, è una presa in giro, assurdo. Ma è fallito allora il Comune?”. La domanda aleggia nell’aria come un paradosso proprio tre giorni prima che la task force istituita dal governo cinque stelle illustri i risultati – che certo non appaiono brillanti – sui debiti e i pagamenti effettuati.
Gea Petrini

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