Ci sono 215 salme sotto la chiesa e l’ordinanza di demolizione di più di 2mila nuovi loculi firmata dalla dirigente – poi trasferita – Paola Piseddu, il caso cimitero di Guidonia Montecelio è un paradosso da studiare per la consigliera di Noi con Salvini Giovanna Ammaturo. “Il Comune ordina di demolire se stesso: impossibile a credere”, dice Ammaturo che accende il riflettore sulle responsabilità dell’ente che va incontro a un danno patrimoniale oltre che d’immagine perché non ha vigilato. “Purtroppo la maggioranza cinque stelle in questi giorni cruciali ha deciso di trasferirsi inmassa a Bruxelles, non certo per i mercatini, ma per essere edotti dagli europarlamentari grillini. Intanto a Guidonia Montecelio i rifiuti organici non si ritirano, all’Ihg non si pagano gli stipendi e l’ente ha un deficit di 55 milioni di euro”.

Loculi e ossari senza permessi, al loro posto sarebbero dovute sorgere le cappelle. Su questo si è basato l’atto bomba della Piseddu. “Appena letta l’ordinanza ho trasalito – dice Ammaturo – viene spontaneo evidenziare che non si possono buttare via le risorse, costi di demolizione di trasporto delle macerie e ricostruzione eventuale”. L’altra possibilità era quella dell’acquisizione al pubblico patrimonio. “Affermare abusiva una costruzione di 60 metri di lunghezza di colore arancio, alta 20 e larga 15 su tre piani all’interno del cimitero con due gru di oltre 40 metri visibili da chilometri di distanza pone subito il quesito che i funzionari, i vigili il sindaco e gli assessori di questo Comune unitamente alle migliaia di visitatori siano ciechi, pertanto la scarto. Significa che il Comune non vigila e non tutela la proprietà, non lo posso immaginare”.

Una partita, questa del cimitero, iniziata il 9 ottobre 2014 quando il Consorzio Comor, amministratore unico Innocenzo Morasca, vincitore della gara d’appalto per l’ampliamento e completamento del cimitero comunale, sottoscrive l’atto con il Comune in cui si stabilisce la concessione per 25 anni, oltre a 200mila euro di canone da versare all’Ente. “Anni per vedere i loculi nuovi, questo sì che è tipico in Italia, su cui incombe la demolizione. Nell’atto si precisa che il Comune costituirà un Ufficio per l’Alta Sorveglianza che provvederà a esprimere pareri sull’approvazione del progetto, alla regolarità delle procedure di realizzazione, al corretto svolgimento delle procedure di legge, ai contenziosi”. Quando dirigente era Angelo De Paolis e rup Salvatore Mazza lo scontro interno al Comune sul cimitero raggiunge l’apice, a colpi di carte il funzionario fa presente che la partita cimitero non sta andando secondo le regole. Quando De Paolis va via e arriva Piseddu, l’architetta non riconosce valida l’intera procedura di affidamento ma il Comune perde in ogni sede di giustizia amministrativa con Comor.

“Sui documenti in possesso abbiamo visto le firme del Rup e di tecnici che hanno preso compensi per tutelare gli interessi del Comune. C’è chi ha omesso i controlli. Nessuno ha verificato che come afferma la Piseddu abbiano violato le norme che disciplinano l’attività urbanistica? In pratica il dirigente dell’Ente denuncia e mette alla gogna il suo stesso datore di lavoro: il Comune. Chiediamo chiarezza nell’interesse sovrano dei cittadini, al sindaco, all’assessore Amati e al neo dirigente Cestra”. geape.