Aziende, professionisti, cooperative e a catena i lavoratori. E’ emergenza al Comune di Guidonia Montecelio per i pagamenti bloccati. Proprio ieri mattina l’ultimo grave episodio negli uffici finito tra urla disperate, quelle di una consulente di numerosi procedimenti amministrativi, che non vede compensi dal paleolitico e non viene neanche ricevuta dalla dirigente Maria Lombardi. “I soldi ci sono e mi dovete pagare, altrimenti vi denuncio” ha gridato senza fiato nelle stanze del Comune, ma è solo uno degli episodi che si ripetono come in un copione ormai ogni giorno. D’altronde è un’escalation di esasperazione, per un blocco che sta mettendo in ginocchio troppe realtà. Il Comune è con l’acqua alla gola per i debiti – come noto dal post governo Rubeis-Di Palma – e già durante l’amministrazione dei commissari insiedata a giugno del 2016 la questione dei pagamenti è stata oggetto di proteste di ogni tipo. Intanto però il Comune ha avviato la procedura di riequilibrio – per il risanamento nei dieci anni – e soprattutto ha preso posto nelle stanze delle decisioni il governo cinque stelle di Michel Barbet, da cinque mesi esatti. Niente è cambiato, nessuno spiraglio si vede grazie alla gestione politica, se come accade ci sono i lavoratori del sociale che non prendono lo stipendio da sette mesi perché il Comune non liquida le fatture della cooperativa (parliamo di assistenti sociali, psicologi, assistenti domiciliari), il servizio raccolta rifiuti ha subito problemi per le medesime ragioni, e gli uffici sono diventati pellegrinaggio di disperazione di piccoli imprenditori, fornitori, professionisti, tecnici, cittadini. A rendere il quadro a tinte ancora più noir, è la presenza part time della dirigente Maria Lombardi. “La fantomatica dirigente non mi riceve” strillava a più non posso ieri la consulente, non meraviglia, visto che la dottoressa è a Guidonia solo due giorni a settimana, il resto del tempo lo passa negli uffici di Genzano che la dividono con la terza città del Lazio fino a quando non sarà conclusa per loro la ricerca di un sostituto. Un accordo che è stato l’esito di un mini concorso di mobilità volontaria, e sottoscritto dall’amministrazione Barbet che quindi nel pieno caos non solo dei conti ma anche dei pagamenti ha ritenuto di poter andare avanti per tutto dicembre con una dirigente al trenta percento e da gennaio al cinquanta. “Ma quando c’è comunque non firma”, la considerazione circola nei corridoi come un mantra.
Gea Petrini