Sulla facilità dell’operazione “raccolta differenziata porta a porta” in centro storico nessuno avrebbe scommesso un euro e questo è il punto da cui partire osservando il caos poco calmo che si è creato nel quartiere medievale con la scomparsa dei secchioni verdi e l’avvento di quelli dove separare i rifiuti come si deve. Una rivoluzione che lentamente ha riguardato tutta la Città dell’Arte e che ora è giunta al punto X, quello più difficile soprattutto per questioni strettamente logistiche. A creare qualche fibrillazione ci hanno pensato i residenti di via Campitelli e piazza Colonna, che all’inizio dovevano essere fuori dal girone novembrino (quello che riguardava via del Colle e altre strade per capirci), e che invece si sono ritrovati dalla mattina alla sera senza un posto dove gettare l’immondizia e senza il kit per poter differenziare. Le proteste sono arrivate fino alla sede dell’Azienda Speciale Ambiente spa, che si occupa di gestire il servizio di raccolta in città, che quindi armata di manifesti e colore rosso, è corsa ai ripari inserendo i malcapitati che sono stati informati su come, dove e quando portare via quello che non serve in casa sabato scorso nell’ex Chiesa dell’Annunziata. A gestire l’emergenza gli operatori della Congeav che hanno passato il week end ad occuparsi della distribuzione di kit extra. Altra nota dolente la questione delle potature degli alberi, che hanno riguardato la parte antistante l’ex cartiera: i resti dei lavori fatti lo scorso 8 novembre sono rimasti lì per giorni a languire, forse in attesa della decomposizione. Rami, foglie e pezzi di legno in bella mostra che somigliano molto a celebri nature morte sono rimaste in attesa di essere portate via. Attesa che ancora continua.
Anna Laura Consalvi

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