Saranno inaugurate il 12 ottobre le Terme del Cavaliere ricostruite all’interno del Centro agroalimentare di Roma, risalenti al II-III secolo d.C., appartengono a una villa rustica di epoca romana scoperta durante la costruzione del Car. L’intervento, finanziato dal Car e diretto dalla Soprintendenza, mira alla valorizzazione dei resti che, collocati in un punto di notevole visibilità davanti al Centro Direzionale, saranno protetti con una copertura e illustrati da pannelli didattici. Tramite un piccolo vano quadrato, impostato su muri a blocchi di tufo della prima fase della villa (II-I sec. a.C.), pavimentato con mosaico ornato da pelte, si entra in una stanza rettangolare, situata originariamente al centro del balneum, che presenta un mosaico con “tappeto” a nastri. Da esso si accede, tramite gradini, a una profonda vasca con estremità curva e fondo in mosaico bianco e a un vano pavimentato con grosse tessere marmoree includenti lastrine romboidali di recupero. Infine è un ambiente quadrato con tubuli per il riscaldamento incastonati nella muratura. Un altro ambiente riscaldato si trovava dirimpetto alla vasca, come provano i tubuli ancora fissati con grappe metalliche sulla parete. All’esterno dell’ambiente la metà capovolta di un dolio era adattata a fontanina o labrum per le abluzioni. Il piccolo balneum, databile alla fine del II-III sec. d.C., è testimonianza significativa dell’importanza che il costume termale, seguendo il modello urbano, mantenne in ambito privato fino in epoca tarda. Lo scavo della villa ha restituito anche interessanti reperti, fra cui una testa-ritratto di giovinetto, destinati al Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Montecelio. Il Car era già noto per la scoperta nel 1998 della grande villa “dell’Ercole fanciullo”, così detta per il rinvenimento di una statua dell’eroe-dio e di un’iscrizione (entrambe esposte nel Museo Lanciani) che pone la villa (Domus Galloniana) sotto la tutela di Hercules, il cui culto era diffusissimo in tutta l’area tiburtina.