Cala il sipario sullo scuolabus a Guidonia Montecelio, il trasporto scolastico terminerà il 30 giugno con la fine dell’anno senza rinnovo per la ripresa delle lezioni a settembre. Cessa il servizio per lo scarso numero di utenti che hanno fatto la pre-iscrizione richiesta appunto dal Comune per verificare se il gioco – in termini di spese – potesse valere l’impresa. Solo in 210 hanno compilato i moduli, a fronte dei 971 che usufruivano della navetta negli anni precedenti. Un volume insomma troppo esiguo: è la conseguenza diretta dell’aumento vertiginoso dei costi. Una cioè delle misure adottate dal commissario prefettizio per avviare l’ente verso il risanamento dei conti, con un buco complessivo di 43 milioni di euro. Le casse comunali post amministrazione centrodestra – intanto devastata dagli scandali giudiziari – sono in forte deficit. Per evitare il dissesto vero e proprio, il commissario ha avviato la procedura del piano di riequilibrio, che consentirà al Comune di ripianare i debiti in dieci anni, ottenendo – se l’iter al ministero andrà bene – un fondo di 24 milioni di euro da restituire allo Stato, portando intanto al massimo le tasse e le tariffe a domanda individuale, tagliando le spese. Lo scuolabus quindi è finito tra le voci in salita, con l’introduzione delle aliquote in base alle fasce di reddito. Da 62 euro al mese per i redditi fino a 5mila euro l’anno, fino a 138 euro al mese per la fascia più alta, oltre i 60mila. Proteste e malumori dei genitori che hanno evidentemente trovato poi sbocco concreto nelle adesioni, scese drasticamente a 210. Quota che non permette di raggiungere la percentuale prevista del 90% richiesta in fase di pre-iscrizione né in termini complessivi né in relazione alla singola direttrice di marcia. Il 30 giugno sarà l’ultimo giorno di scuolabus per i bambini e per la società Sap.

cerroni

banner ammaturo