Non si dorme a Guidonia Montecelio, la politica è rovente tra colpi di teatro (o andrebbe detto alla francese?) che si susseguono senza sosta. Il martedì ad alta tensione inizia con il vertice tra il Pd e la delegazione delle liste civiche alla presenza di Luigi Trapazzo, magistrato 78enne di Roma individuato dal cartello delle cinque come il candidato sindaco. L’investitura ufficiale è arrivata nel sabato di Pasqua e nel mezzo del confronto con i democrat. Il vertice mattutino non sarebbe andato un granché, in base alle indiscrezioni rimbalzate prima e dopo il cartello avrebbe posto sul tavolo condizioni precise per l’ingresso del Pd. I democrat avrebbero non solo dovuto rinunciare al simbolo ma smembrarsi in tre liste, ipotesi di fronte alla quale ci sarebbe stato un muro di no. Il vertice non si è nemmeno chiuso in via ufficiale, i civici si sarebbero presi tempo per riflettere e il Pd senza aspettare la risposta avrebbe a quel punto mandato tutto all’aria con la posizione: non ci sono le condizioni per un accordo di ampio respiro, avanti con le primarie il 23 aprile. L’ulteriore terremoto però si scatena nel pomeriggio fino a questa sera, quando trapela da fonti accreditate che Trapazzo a questo punto, mancando una larga coalizione in sostegno, non accetterà la candidatura a sindaco. La questione che destabilizza un quadro già precario – è quello complessivo della politica della terza città del Lazio – riporta i civici di Cerroni e Lombardo che avevano benedetto il nome come “l’ottimo capitano” a dover ridiscutere tutto e con la clessidra che scorre inesorabilmente. Un caos vero e proprio, che sarà affrontato, da quanto si apprende, pubblicamente domani mattina di buon’ora dal cartello delle cinque pronte a motivare i fatti recentissimi e chissà se a tirare fuori gli elementi per comprendere i prossimi passi. Escluso Trapazzo, gli altri nomi della rosa iniziale erano Aldo Cerroni e Roberto Gagnoni. redpol.