Le diplomazie impegnate a ogni livello, incontri a getto continuo con scenari pronti a cambiare di ora in ora. La campagna elettorale a Guidonia Montecelio si appresta alla fase clou senza ancora alcun punto fermo in gran parte degli schieramenti. Da settimane ormai il miraggio è quello della candidatura forte, autorevole e terza. E’ partita insomma una vera caccia al profilo giusto capace di incarnare le difficoltà (estreme) che sta vivendo la città e la stessa classe politica. Si è battuta la strada Marco Rettighieri, voluta dal Pd, sognata dal cartello delle cinque civiche cerronian-lombardiane, guardata con attenzione in settori del centrodestra. Prima negata, poi risalita e quindi svanita in un fine settimana degno di un giallo para estivo. Ma le diplomazie di cui si parlava non si sono fermate. Tanto che oggi arriva da Roma la novità capace di sconvolgere per l’ennesima volta prospettive e strategie. L’ex presidente del tribunale di Tivoli, Bruno Ferraro sarebbe pronto a dare la sua disponibilità alla competizione. Dopo il rifiuto fornito via email a Forza Italia, la riflessione sarebbe andata avanti con interlocuzioni bipartisan ma in un’ottica in cui il “sì” vero e proprio arriverebbe solo in un contesto dalla forte caratterizzazione civica. La proposta di Ferraro è venuta fuori dal coordinatore azzurro Andrea Mazza, che aveva individuato nel suo profilo la persona giusta per traghettare la città in una fase così complicata, simbolo anche di discontinuità rispetto al passato governo. E proprio su queste basi l’ipotesi voluta da Mazza aveva trovato ampia convergenza nell’area di Stefano Sassano, vice coordinatore provinciale e capo di una componente in città che è stata opposizione interna all’ultimo governo Rubeis, lasciando invece più freddi (per usare un eufemismo) i sostenitori dell’ex sindaco. L’entrata in scena di Ferraro potrebbe portare conseguenze immediate. Intanto un bivio per Fratelli d’Italia che aveva già incassato nel tavolo nazionale la possibilità di esprimere il sindaco: il partito della Meloni, cioè a Guidonia Alessandro Messa versus Marco Bertucci, dovrà decidere se abbracciare l’idea oppure andare comunque avanti con il proprio simbolo in una corsa solitaria. C’è poi il fronte delle cinque civiche di Aldo Cerroni (si nomina l’ex presidente per sintesi), che intanto ha pronta una rosa di nomi con un favorito, un 78enne magistrato in pensione di Roma e dal super curriculum. L’investitura era stata annunciata questa settimana ma sembra slittare di altri sette giorni, chissà se a questo punto per verificare le nuove prospettive. E c’è poi il Pd con le primarie fissate al 23 aprile, e la ricerca da quell’opzione Rettighieri naufragata nella speranza di un candidato unitario e inclusivo. Insomma, una Pasqua ad alto tasso politico.