di Gea Petrini

C’è chi sussurra che dietro ci siano operazioni scientifiche mirate a frantumare il partito democratico, altri ipotizzano che le uscite siano a tempo determinato, visto che gli scontenti sarebbero pronti a rientrare a giro breve. Di certo è che lo strappo consumato domenica con l’addio al Pd di Cristina Rossi genera reazioni a catena in casa democrat. L’ultima presidente del partito di Guidonia Montecelio, in carica fino a un anno e mezzo fa, la casella poi non è stata più riempita, ha raggiunto Pino Saccà nella lista dei Democratici, la civica collocata nel cartello di Aldo Cerroni. E l’attacco lo sferra il segretario Mario Lomuscio: usciti dal Pd di Guidonia, sono fuori da quello nazionale, le vere ragioni sono tutte infarcite di tatticismi legati a Cerroni con le liste civiche diventate meta e mezzo dei trasformismi politici.

Reazioni a Roma. Rossi – come il collega che l’ha preceduta – era esponente dell’area che fa riferimento a Bruno Astorre. Il senatore piddì rispetto alle ultime vicende della terza città del Lazio preferisce un “no comment”, aggiungendo “sono troppo addolorato per parlare”. Qualcosa in più la dice il segretario provinciale Rocco Maugliani: “Da mesi stiamo lavorando per un partito a Guidonia Montecelio il più inclusivo e aperto possibile. Che la linea del Pd sia questa è noto anche per le azioni portate avanti a livello locale. Dispiace che alcuni amici e compagni abbiano scelto una strada diversa, scelte che sono più frutto di percorsi precostituiti che di insofferenza per la linea del partito. Dico loro in bocca al lupo nella speranza di rincontrarci, e chissà se il più presto possibile”.

E in città. Ad andare giù duro è il segretario cittadino Mario Lomuscio che fino a oggi aveva scelto la linea soft per commentare le defezioni. Il democrat ora chiarisce le prospettive: i fuoriusciti diretti da Cerroni (nel senso del viaggio non della manovra, per carità) non sono più del Pd. Lomuscio boccia cioè il tentativo degli scontenti di mollare la casa a Guidonia per restare però nel partito nazionale. Il taglio è netto. “Sono sempre stato convinto della necessità di parlare alla città e ai suoi interlocutori nella maniera più aperta e informale possibile ma non posso non esprimere tutto il mio disappunto per le scelte operate dall’ormai ex presidente del Pd di Guidonia Cristina Rossi che ha annunciato la sua uscita dal partito per continuare probabilmente il suo percorso nella lista civica di Aldo Cerroni in analogia con quanto fatto giorni fa da Pino Saccà. Dire che ce lo aspettavamo è un eufemismo, era infatti nell’aria una costante vicinanza sia di Pino Saccà che di Cristina Rossi con i sostenitori della lista Cerroni ma fino alla convenzione provinciale, alla quale hanno peraltro partecipato ambedue, Cristina sembrava non voler uscire dal partito. Perché di questo si tratta – dice il segretario – senza incomprensibili distinguo, gli amici Valentini, Saccà, Ricci, Massari e Rossi sono usciti dal Partito Democratico perché non esiste una appartenenza sovracomunale e una comunale”.

Ed è attacco. Lo sguardo del segretario va più in là dei confini. “Due elementi mi preme sottolineare, il primo che a Guidonia si è perso pure il valore civico delle liste nate fuori dai partiti. Le stesse sono infatti diventate meri contenitori di politici che fuoriescono dai partiti tentando di riconquistare una verginità e una freschezza difficile da immaginare. Questo la dice lunga sul buon esito di tali trasformismi e sulla reale bontà della scelta. Così come voglio esprimere con forza il disappunto personale e del Pd di Guidonia per chi lascia la nave nel momento del cambiamento e dell’avvio di una fase complessa e sfidante come quella delle prossime elezioni amministrative a Guidonia. Dobbiamo svolgere le primarie il prossimo 23 aprile ancor più convinti delle nostre scelte. Attraverso una competizione trasparente sceglieremo il candidato sindaco e dopo insieme alla città continueremo a lavorare alla stesura del programma. Il dartito Democratico – conclude – non si lascia intimorire anzi raddoppia la voglia di vincere per la nostra città rappresentando a tutt’oggi un serio progetto di governo e di buona amministrazione”.