Una lotta contro il tempo, c’è un mese per elaborare il Piano di riequilibrio che spalmato su dieci anni consentirà a Guidonia Montecelio di risanare il buco nei conti. Un’impresa titanica, iniziata formalmente ieri pomeriggio quando il commissario prefettizio Giuseppe Marani in una riunione in Comune ha costituito il team che coordinerà i gruppi di lavoro per la preparazione delle carte. Obiettivo, ottenere il via libera del ministero che con un mutuo da 24 milioni di euro fornirebbe ossigeno alle malandate casse pubbliche. In caso di rigetto, c’è il dissesto finanziario. “Siamo sull’orlo del baratro”, avrebbe detto Marani all’assemblea spingendo a dare il massimo per salvare Guidonia.

Sono gli effetti del disastro finanziario lasciato dall’ex amministrazione di centrodestra. Non solo scandali giudiziari e inchieste, è franato l’intero palazzo. Adesso il meccanismo funziona pressapoco così. Il Comune per evitare il default vero e proprio può attivare il piano di riequilibrio, che permette di accedere al fondo nazionale previsto appunto per gli enti con l’acqua alla gola. Una somma data in prestito, in base al numero di abitanti, per Guidonia Montecelio si aggira intorno ai 24 milioni di euro, nel caso in cui chiaramente vengano offerte garanzie solide di risalita, tagliando la spesa e fissando al massimo i tributi locali. Proprio questo, da oggi al 17 marzo, è il compito che grava sul Comune, sotto la supervisione della segretaria comunale Annalisa Puopolo, la responsabile sarà la neo assunta Maria Lombardi delle Finanze, incaricata dal commissario di guidare l’unità di progetto Piano di riequilibrio. E la prima prova è per i dirigenti, su Gilberto Pucci in particolare, ognuno nel proprio settore di competenza con relativi gruppi composti da funzionari, entro una manciata di giorni dovrà fornire gli strumenti che Marani ha individuato in maniera precisa.

Elaborare la proposta di aliquote e tariffe nella misura massima consentita, entro il 14 febbraio. Quantificare il costo dei servizi a domanda individuale (entro il 17 febbraio), copertura integrale dei costi di gestione del servizio rifiuti e redazione del piano economico finanziario, (entro il 14). E ancora la revisione straordinaria dei residui attivi e passivi con un accertamento sistematico delle posizioni debitorie aperte con il sistema creditizio, la mappatura – se così si può dire – di tutti i debiti fuori bilancio, dei decreti ingiuntivi e delle alienazioni. Con tutte queste carte poi dal 17 febbraio al 17 marzo verrà elaborato il piano di riequilibrio. E l’esito positivo, con il via libera del ministero, non è affatto scontato. Lo ha detto in maniera chiara, ieri, il commissario durante la riunione. “Sarò sincero, il compito non è facile, è difficile, anzi difficilissimo. Ora dipende da noi”, avrebbe spiegato Marani, “siamo come una persona attaccata all’ultima radice dell’ultimo albero per cercare di non cadere, siamo insomma sull’orlo del baratro”. Un orizzonte nero, Marani non ha addolcito la pillola, se verrà negato il mutuo, “allora sarà dissesto”. E la bilancia al momento, anche se di poco, pende da quella parte. “Siamo arrivati a quel bivio, abbiamo pochi giorni, vi chiedo il massimo impegno fatelo per l’ente, per la città e per voi e i vostri famigliari”, un appello vero e proprio quello lanciato dal commissario nominato da poco come prefetto di Sassari. Il 14 febbraio, infatti, il commissario prenderà servizio in Sardegna ma finché non ci sarà una sostituzione indicata dalla Prefettura rimarrà in carica anche in città. “Mi auguro che questa sostituzione avvenga perché Guidonia in un momento del genere ha bisogno di una presenza forte”, Marani avrebbe auspicato così.
Gea Petrini