“Se ne parlerà dopo il 9”, un mantra. L’oggetto della discussione, le future scelte del Pd a Guidonia Montecelio in vista delle elezioni, la data, quella della direzione provinciale. Il giro di boa c’è stato e i democratici si apprestano a decidere in che modo affrontare il voto.
Adesso che i vertici provinciali hanno stilato tanto di regolamento per le primarie, non resta che capire chi ne usufruirà davvero. Guidonia è tra le città che con ogni probabilità il 19 marzo vedranno sfilare elettori (fiumi?) verso i seggi per indicare il papabile sindaco. Altrimenti l’unica alternativa è individuare una candidatura unitaria, di livello top per dirla in maniera giovane, talmente autorevole e condivisa da non dover passare dalla consultazione degli iscritti all’albo. E il profilo già c’è, se ne parla da settimane, è Marco Rettighieri, un orgoglio di Guidonia Montecelio, 59 anni, due lauree, ex Italferr, con un passato da manager nella società della tav Torino Lione, balzato dall’Expo alla più grande partecipata del Tpl d’Italia, direttore generale di Atac, infatti, fino a settembre quando in scontro con il Campidoglio della Raggi ha lasciato l’incarico. Un curriculum che impressiona, su Rettighieri sindaco di Guidonia, anzi sindaco di una coalizione con al centro il Pd, si è vagheggiato in questi mesi in ogni modo. Indiscrezioni sul suo probabile rifiuto si moltiplicano, ma il nodo formalmente ancora non è stato sciolto. Se il “niet” arriverà, le primarie saranno a quel punto certe. Gli sfidanti al momento sono due. Ex consiglieri comunali, della new generation anche se sul campo già da un po’. Simone Guglielmo, riferimento dell’area di Marco Vincenzi, poco mediatico ma con una rete salda di rapporti in città, conterà – va dato per assodato – anche sul sostegno del candidato sindaco del 2014, Domenico De Vincenzi. L’altro è Emanuele Di Silvio che a livello regionale fa capo a Riccardo Agostini, ma in città interloquisce con tutti, forte nel rapporto con la gente, cresciuto nella scuola di Sabatino Leonetti. Guglielmo e Di Silvio le primarie le hanno chieste in tutti i modi, e se la possibilità ci sarà, tenteranno la sfida. Un’incognita rimane Aldo Cerroni, l’outsider, civico in alleanza con il governo di Eligio Rubeis dal 2014, ex presidente del consiglio, protagonista poi dello scioglimento anticipato con gli onori del caso. I rumors però suggeriscono che non abbia alcuna intenzione di partecipare alla competizione interna al centrosinistra. Caso nel quale è facile immaginarlo in un’alleanza civica, magari in odor di Biplano.
geape.