Un Pd che vuole voltare pagina. Si è riunita ieri pomeriggio la direzione comunale dei democratici a Guidonia Montecelio, il primo momento di confronto dopo la caduta del governo Rubeis, l’occasione per fare il punto dopo le cocenti sconfitte alle amministrative e per organizzare la stagione di attività in vista del referendum. Un vertice poco partecipato, mancavano infatti pezzi da novanta del partito, ma dal quale il segretario Mario Lomuscio esce con la richiesta di incontro al commissario prefettizio e con un monito a presenti (e soprattutto assenti).

No ai personalismi – Sedie vuote che contano, come quella di Domenico De Vincenzi, dopo le recenti polemiche che hanno investito il gruppo dirigente e gli ex consiglieri su temi di ogni tipo, dalle lettere al commissario, fino al Guidonia Sport Village. Chiede il cambio di rotta Lomuscio, ringrazia l’intero mondo democrat, dai militanti ai parlamentari, per l’impegno all’opposizione dell’amministrazione di centrodestra, vede nell’esito delle recenti elezioni in Italia il segno “di una rottura profonda e dolorosa soprattutto con il nostro elettorato, e di un affievolimento della percezione che si ha della capacità di rappresentare i bisogni collettivi e le esigenze dei territori”. L’analisi individua nella disgregazione il punto dolente, “tradire la richiesta di unità, di chiarezza e di proposta”. Ed è qui che lancia un messaggio chiaro, “purtroppo a Guidonia diamo l’impressione che personalismi che poco hanno a che fare con la politica, vista la pochezza dei contenuti, ci rallentano e ci disperdono in sterili polemiche”.

Le iniziative a settembre – “Stiamo pensando ad iniziative mirate a partire da settembre per iniziare a ragionare insieme su come vogliamo questa città, insieme ai cittadini, con i cittadini. Questo è lo spirito che ci anima, lo dico chiaramente: costruiamo insieme la nostra città. Sarà dunque un autunno impegnativo e ricco di appuntamenti importanti: ricordo l’importanza del referendum costituzionale di novembre e della vittoria del Sì, per avviare finalmente il cambiamento che il Paese attende da troppi anni. Al riguardo, ci tengo a segnalare che mercoledì 20 luglio, ore 18, presso l’hotel Duca d’Este, abbiamo organizzato un’importante iniziativa con la partecipazione del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, per parlare di come la legge di riforma costituzionale cambierà il nostro Paese e chiarire i tanti dubbi e aspetti della proposta che, purtroppo, in troppi ancora non conoscono e non possono apprezzarne la qualità”.

Il Pd di Guidonia e l’isola (partito) che non c’è – Difficile dire chi siano i bimbi sperduti e chi Capitan Uncino (ruoli di volta in volta interscambiabili) ma un dato è certo, la svolta che chiede il segretario Lomuscio tanto è necessaria al partito democratico quanto dipende da ognuno dei protagonisti in campo. E’ dal giorno del suo insediamento che l’avvocato alla guida dei dem denuncia i nocivi personalismi che feriscono la vita del Pd, ormai non è più nemmeno una questione solo di correnti. Dalle parti di Astorre d’altronde ce ne sono un paio almeno, visto che secondo i bene informati sono in corso nuovi avvicinamenti. Tant’è che la scommessa sul tavolo per ora l’hanno persa tutti, segretario compreso che stretto tra i suoi vicinissimi – per carità non lo chiameremo cerchio magico – e triturato dallo scontro tra i giganti (senza fare nomi De Vincenzi e Salomone) non è riuscito per adesso a smarcarsi dalle logiche che vuole combattere. Il Pd non vola, il Pd non è riuscito nemmeno a scrivere un manifesto quando è caduta l’amministrazione del sindaco agli arresti. La chiamata alla partecipazione e all’unità in vista di una fase tra le più delicate per il partito democratico a ogni livello – e la responsabilità non è certo del segretario – giunge senza chance di essere ascoltata. Un grande processo riformatore che possa investire e dare speranza alla terza città del Lazio deve obbligatoriamente mettere tutti in discussione, fuori dai propri ruoli, dalle rivalità antiche e dagli opportunismi freschi.
Gea Petrini